E questo, definisce la mia Pasqua.

“al netto che Gesù è davvero il capro espiatorio che ha rivelato le cose nascoste sin dalla fondazione del mondo, ovvero il meccanismo vittimario su cui si regge ogni società/comunità umana, ovvero il religioso, la nascita del mito e del rito, al netto di tutto questo che possiamo attingere da una pacifica anche se non pacificata riflessione intorno al potere de-mistificante della scrittura giudaico-cristiana rispetto a tutte le altre scritture religiose e mitologiche, mi può spiegare M. Girard le rôle de Dieu in tutto questo? Che Dio sarebbe quello che ha inscenato tutto il palcoscenico del mondo per vedere recitare un’intera specie di esseri pensanti, nella loro faticosa ricerca di costruire una società basata sulla fratellanza, l’uguaglianza, la libertà? Se il mondo va in questa direzione a prezzo di fatica, dolore, miseria, e soprattutto morte, morte fottutissima morte, è in vista di che cosa? Dell’epilogo finale in cui verremo giudicati per che cosa? Per aver vissuto in un pianetino minuscolo di una galassia periferica? E tutto questo spreco interstellare per vederci vivere? E tutta questa magnifica complicazione evolutiva del dna, della complessità assoluta nel frammento, tutta questa vertigine, ma perché?”

Lucas.

L’ eroe oscuro dell’età dell’informazione

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Mi è difficile trovare parole per un libro del genere, dire quanto mi sia entrato nel profondo, (esaminare) quanto ha modificato la mia visione del mondo, (misurare) quanto ha dato senso e giustizia a pensieri che mi portavo dietro da anni. Estremamente personale, dunque (quindi non necessariamente replicabile), questo libro è un’avventura intellettuale come ce ne sono poche, ed allo stesso tempo un tour de force emotivo straziante: perchè (mi pare,) è impossibile non amare l’uomo Norbert Wiener, così eccentrico e geniale e fragile, ed è impossibile non amare le sue idee, l’ambiente che avevano contribuito a creare, lo straordinario evento scientifico che hanno rappresentato.
Impossibile pure sopportare con leggerezza le tragedie, umane e scientifiche, che sono, terribilmente, la vera spina dorsale del libro, e che spiegano (anche se solo parzialmente) l’oblio che Wiener uomo e scienziato (assieme ad altri uomini e donne, scienziati e non) affronterà dopo la morte.
A fidarsi (e lo faremo) degli autori (marito e moglie) ci sono dodici anni di preparazione e otto di redazione che separano l’idea dal libro compiuto, e la cosa non stupisce più di tanto. La simpatia (l’amore, si può dire? lo diciamo) per Wiener, le sue idee e le persone che stavano attorno a lui traspare ad ogni pagina, ed è giusto così.

Questa è una biografia appassionata dell’ascesa ed il declino di un modo di pensare il mondo, dell’ossessione delle “cose basilari”, della nascita di uno sguardo che ha oramai cambiato nome e non riconosciamo più, anche se è dappertutto. La cibernetica si è infilata in ogni pertugio (medicina, fisica, biologia, scienze sociali) ed è con altri nomi che adesso guardiamo all’intelligenza artificiale, neuroscienze, robotica, scienze cognitive e complessità.

E se la parola cibernetica ha perso completamente il suo senso originale (tanto da essere pasteggiata da Ufo Robot, che la mangiava a libri(?) (giustamente, riconosciamo, contornando con insalata di matematica (che è l’accompagnamento necessario)), ripercorrerne la storia, che è la storia di suo padre, è dovuto.

Uno dei più belle storie d’amore per la scienza che abbia mai letto.

La Wikiguida su Wikisource

Finalmente, è arrivata.
Christian questa volta ha superato sè stesso nel venire a capo delle intricate regole della comunità, per non parlare della quasi totale assenza di documentazione (si, lo so, siamo dei criminali). Ma il risultato lo premia.
Signori, la nuova Wikiguida su Wikisource:

Come le altre due (su Wikipedia e Commons), la guida è stata realizzata da Christian Biasco e Francesca Terri (con la collaborazione della comunità di Wikisource ed altri wikimediani), e commissionata da Wikimedia Italia.
Che ne dite?

PS: non contento, Christian stesso si è fatto un po’ prendere la mano, infilandosi nel tunnel wikisourciano trascrivendo Salgari
PPS: nel video ci sono alcune dediche (alla nostra maniera, quindi piuttosto nerd), e qui lo ringrazio pubblicamente.

Assemblea WMI Bologna (e cose wikimediane)

 

In ritardo più del solito, sabato noi wikigeeks siamo a Bologna (a Palazzo re Enzo (di fronte alla Biblioteca Sala Borsa, davanti alla fontana)(quindi in centrissimo)), l’evento è libero, si parlerà di tante cosette (libere pure quelle), se venite siamo contenti.

Se siete vecchi soci ricordatevi di rinnovare, non sarebbe male.

Se siete soci o non, wikipediani o non, Wikimedia Italia mette a disposizione alcune borse di partecipazione per andare a Wikimania, quest’estate, ad Haifa. Fateci un pensierino (scade tutto il 20 marzo).

Lettera della comunità cristiana del villaggio artigiano al vescovo di Modena

Abbiamo bisogno di sentire l’eco delle parole di Gesù nelle parole dei Vescovi!

Caro vescovo Antonio, siamo un gruppo di cristiani della Chiesa di Modena e ci rivolgiamo a lei perché è il nostro pastore. Sappiamo che il suo ruolo e il suo ministero è proprio quello di ascoltare, confortare, tenere unito il gregge, cioè guidare il popolo cristiano e aiutarlo a vivere nella fede, nella speranza e nella carità. Vogliamo quindi esprimerle alcune nostre gravi preoccupazioni, con semplicità ma anche con tutta franchezza.

Siamo preoccupati perché vediamo il nostro Paese scivolare sempre più in una crisi generale, vissuta da molti con disperazione e senza vie d’uscita, crisi che rischia di compromettere l’unità stessa della Nazione, nei suoi aspetti istituzionali, politici e sociali. E la disperazione non è una virtù cristiana.

Siamo sconvolti perché vediamo la classe politica che governa questo paese sprofondare sempre più nel degrado morale, nell’arroganza dell’impunità, nella ricerca del tornaconto personale e dei propri amici, nel saccheggio della cosa pubblica e nella distruzione sistematica delle basi stesse del vivere civile e democratico.

Siamo indignati perché questa stessa classe politica al governo ha ingannato e continua a ingannare i poveri con false promesse, con un uso spregiudicato e perverso dei mezzi di comunicazione, con l’esibizione ostentata di modelli di comportamento radicalmente contrari al comune sentimento morale della nostra gente. Pian piano sono riusciti a corrompere il cuore e le menti dei più semplici. Guai a chi scandalizzerà questi piccoli…!

Ma la preoccupazione maggiore, in quanto credenti, riguarda la nostra Chiesa e in particolare i nostri Vescovi. Ecco i pensieri che ci fanno star male e che manifestiamo a cuore aperto.

sappiamo che i vertici della CEI e gli ambienti della curia vaticana hanno deciso già da tempo di appoggiare la maggioranza di destra ancora oggi al governo. È opinione sempre più diffusa, anche tra i cattolici credenti e praticanti, che questa alleanza sia frutto di accordi di potere, volti a ottenere privilegi per la Chiesa e legittimazione per il governo. Vale la pena di compromettere la credibilità dell’annuncio del Vangelo e l’immagine della Chiesa per un piatto di lenticchie?

In nome di questo sostanziale accordo si sono di fatto avallate politiche, alcune di stampo prettamente xenofobo, del tutto contrarie non solo al Vangelo ma anche alla dottrina sociale della Chiesa. Per denunciare questa deriva molte voci si sono alzate nel mondo cattolico, sempre ignorate o censurate o minimizzate. Non appartengono forse anche questi ai cosiddetti “principi non negoziabili”?

Neppure adesso, quando l’abisso morale e lo stile di vita inqualificabile dello stesso presidente del consiglio sono sotto gli occhi di tutto il mondo, neppure adesso i vertici della CEI trovano la forza e la dignità di pronunciare parole chiare, di uscire dalle deplorazioni generiche che riguardano tutti e quindi nessuno, di usare finalmente il linguaggio evangelico del sì sì, no no.

In ben altro modo fu trattato l’ultimo governo Prodi, debole ma onesto e capace, di ben più alto profilo morale, che non solo non fu sostenuto ma venne addirittura osteggiato, forse proprio perché più libero, sicuramente più laico e quindi meno disponibile ad accordi sotto banco. Vogliamo rivendicare con forza questo fatto: molti di noi, cattolici credenti e praticanti, hanno sostenuto quell’esperienza politica, condividendone fatiche e speranze e anche delusioni. Di certo ci ha molto ferito l’ostracismo di allora come ci ferisce la complicità di adesso.

Occorre che ci si renda conto davvero che alla base della Chiesa sta aumentando il disagio, il dissenso, la sofferenza, il lento e silenzioso abbandono. L’amara sensazione di molti, giusta o sbagliata, è che i pastori hanno tradito il loro gregge, hanno preferito i morbidi palazzi di Erode alla grotta di Betlemme, hanno colpevolmente rinunciato alla profezia. E questo non fidarsi di Dio, tecnicamente, è un comportamento ateo.

Avanziamo una piccola proposta, che può sembrare provocatoria, della quale lei stesso potrebbe farsi portavoce: la CEI e il Vaticano dichiarino pubblicamente di rinunciare all’esenzione del pagamento dell’ICI sulle proprietà della Chiesa che siano fonti di reddito; che abbiano il coraggio di dire di no a questa proposta scellerata. Acquisterebbero un po’ di stima e credibilità, perché questo, fra i tanti, è uno scandalo che grida vendetta.

Caro vescovo Antonio, preghiamo insieme perché lo Spirito ci aiuti tutti a una vera conversione, a un saper ritornare sui nostri passi, a riscoprire la dimensione di un servizio povero e disinteressato, a seminare gioia e bellezza e speranza, nella libertà e nella verità.

La comunità cristiana di base del Villaggio Artigiano
Modena, febbraio 2011

PS: Questa lettera è una lettera aperta e sta già circolando nella nostra città tra cattolici e tra persone che comunque hanno a cuore queste questioni. Non abbiamo alcuna intenzione di raccogliere firme, tuttavia sappiamo che nei suoi contenuti essenziali essa è largamente condivisa da tantissimi.