E questo, definisce la mia Pasqua.

“al netto che Gesù è davvero il capro espiatorio che ha rivelato le cose nascoste sin dalla fondazione del mondo, ovvero il meccanismo vittimario su cui si regge ogni società/comunità umana, ovvero il religioso, la nascita del mito e del rito, al netto di tutto questo che possiamo attingere da una pacifica anche se non pacificata riflessione intorno al potere de-mistificante della scrittura giudaico-cristiana rispetto a tutte le altre scritture religiose e mitologiche, mi può spiegare M. Girard le rôle de Dieu in tutto questo? Che Dio sarebbe quello che ha inscenato tutto il palcoscenico del mondo per vedere recitare un’intera specie di esseri pensanti, nella loro faticosa ricerca di costruire una società basata sulla fratellanza, l’uguaglianza, la libertà? Se il mondo va in questa direzione a prezzo di fatica, dolore, miseria, e soprattutto morte, morte fottutissima morte, è in vista di che cosa? Dell’epilogo finale in cui verremo giudicati per che cosa? Per aver vissuto in un pianetino minuscolo di una galassia periferica? E tutto questo spreco interstellare per vederci vivere? E tutta questa magnifica complicazione evolutiva del dna, della complessità assoluta nel frammento, tutta questa vertigine, ma perché?”

Lucas.

Un pensiero su “E questo, definisce la mia Pasqua.

  1. penso che tutti gli uomini, prima o poi nella vita si pongano questa domanda, magari non proprio in questi termini, ma insomma…
    Io me la sono posto e anche più di una volta e ho sempre pensato che era una questione personale, che dovevo sbrigarmela da me; riguardava la mia vita. Non che non mi interessi una risposta più generale, applicabile a tutti gli uomini, ma sono conscio dei miei limiti e cerco di accontentarmi di risolvere il dubbio per me e poi con umiltà vedere se può andare bene anche per altri.
    Quando ero più giovane la risposta (del cuore e della mente) alla domanda mi arrivava immediata e certa, in tempi abbastanza brevi se così posso esprimermi.
    Adesso che sono adulto mi accorgo che le risposte tardano, sono incerte, frammentarie, e la mia stessa fede (sono credente) è più dubbiosa, a volte difficile da vivere, faticosa.
    Mi ha colpito molto l’intervista del Priore di Bose Enzo Bianchi alle Invasioni Barbariche dove ha confessato che anche per lui (monaco) la fede a volte vacilla, le certezze diminuiscono.
    A questa domanda diretta, brutale nella sua forza e verità io non ho risposta. Lo scandalo del male, del dolore, della sofferenza dei bambini, degli innocenti è lì davanti ai nostri occhi ed è un grosso macigno sull’esistenza di Dio.

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