Lettera della comunità cristiana del villaggio artigiano al vescovo di Modena

Abbiamo bisogno di sentire l’eco delle parole di Gesù nelle parole dei Vescovi!

Caro vescovo Antonio, siamo un gruppo di cristiani della Chiesa di Modena e ci rivolgiamo a lei perché è il nostro pastore. Sappiamo che il suo ruolo e il suo ministero è proprio quello di ascoltare, confortare, tenere unito il gregge, cioè guidare il popolo cristiano e aiutarlo a vivere nella fede, nella speranza e nella carità. Vogliamo quindi esprimerle alcune nostre gravi preoccupazioni, con semplicità ma anche con tutta franchezza.

Siamo preoccupati perché vediamo il nostro Paese scivolare sempre più in una crisi generale, vissuta da molti con disperazione e senza vie d’uscita, crisi che rischia di compromettere l’unità stessa della Nazione, nei suoi aspetti istituzionali, politici e sociali. E la disperazione non è una virtù cristiana.

Siamo sconvolti perché vediamo la classe politica che governa questo paese sprofondare sempre più nel degrado morale, nell’arroganza dell’impunità, nella ricerca del tornaconto personale e dei propri amici, nel saccheggio della cosa pubblica e nella distruzione sistematica delle basi stesse del vivere civile e democratico.

Siamo indignati perché questa stessa classe politica al governo ha ingannato e continua a ingannare i poveri con false promesse, con un uso spregiudicato e perverso dei mezzi di comunicazione, con l’esibizione ostentata di modelli di comportamento radicalmente contrari al comune sentimento morale della nostra gente. Pian piano sono riusciti a corrompere il cuore e le menti dei più semplici. Guai a chi scandalizzerà questi piccoli…!

Ma la preoccupazione maggiore, in quanto credenti, riguarda la nostra Chiesa e in particolare i nostri Vescovi. Ecco i pensieri che ci fanno star male e che manifestiamo a cuore aperto.

sappiamo che i vertici della CEI e gli ambienti della curia vaticana hanno deciso già da tempo di appoggiare la maggioranza di destra ancora oggi al governo. È opinione sempre più diffusa, anche tra i cattolici credenti e praticanti, che questa alleanza sia frutto di accordi di potere, volti a ottenere privilegi per la Chiesa e legittimazione per il governo. Vale la pena di compromettere la credibilità dell’annuncio del Vangelo e l’immagine della Chiesa per un piatto di lenticchie?

In nome di questo sostanziale accordo si sono di fatto avallate politiche, alcune di stampo prettamente xenofobo, del tutto contrarie non solo al Vangelo ma anche alla dottrina sociale della Chiesa. Per denunciare questa deriva molte voci si sono alzate nel mondo cattolico, sempre ignorate o censurate o minimizzate. Non appartengono forse anche questi ai cosiddetti “principi non negoziabili”?

Neppure adesso, quando l’abisso morale e lo stile di vita inqualificabile dello stesso presidente del consiglio sono sotto gli occhi di tutto il mondo, neppure adesso i vertici della CEI trovano la forza e la dignità di pronunciare parole chiare, di uscire dalle deplorazioni generiche che riguardano tutti e quindi nessuno, di usare finalmente il linguaggio evangelico del sì sì, no no.

In ben altro modo fu trattato l’ultimo governo Prodi, debole ma onesto e capace, di ben più alto profilo morale, che non solo non fu sostenuto ma venne addirittura osteggiato, forse proprio perché più libero, sicuramente più laico e quindi meno disponibile ad accordi sotto banco. Vogliamo rivendicare con forza questo fatto: molti di noi, cattolici credenti e praticanti, hanno sostenuto quell’esperienza politica, condividendone fatiche e speranze e anche delusioni. Di certo ci ha molto ferito l’ostracismo di allora come ci ferisce la complicità di adesso.

Occorre che ci si renda conto davvero che alla base della Chiesa sta aumentando il disagio, il dissenso, la sofferenza, il lento e silenzioso abbandono. L’amara sensazione di molti, giusta o sbagliata, è che i pastori hanno tradito il loro gregge, hanno preferito i morbidi palazzi di Erode alla grotta di Betlemme, hanno colpevolmente rinunciato alla profezia. E questo non fidarsi di Dio, tecnicamente, è un comportamento ateo.

Avanziamo una piccola proposta, che può sembrare provocatoria, della quale lei stesso potrebbe farsi portavoce: la CEI e il Vaticano dichiarino pubblicamente di rinunciare all’esenzione del pagamento dell’ICI sulle proprietà della Chiesa che siano fonti di reddito; che abbiano il coraggio di dire di no a questa proposta scellerata. Acquisterebbero un po’ di stima e credibilità, perché questo, fra i tanti, è uno scandalo che grida vendetta.

Caro vescovo Antonio, preghiamo insieme perché lo Spirito ci aiuti tutti a una vera conversione, a un saper ritornare sui nostri passi, a riscoprire la dimensione di un servizio povero e disinteressato, a seminare gioia e bellezza e speranza, nella libertà e nella verità.

La comunità cristiana di base del Villaggio Artigiano
Modena, febbraio 2011

PS: Questa lettera è una lettera aperta e sta già circolando nella nostra città tra cattolici e tra persone che comunque hanno a cuore queste questioni. Non abbiamo alcuna intenzione di raccogliere firme, tuttavia sappiamo che nei suoi contenuti essenziali essa è largamente condivisa da tantissimi.

Un paio d’ore con nonno Herzog

So che magari non siete fissati come me,
ma mentre lavate per terra, cucinate o stirate, è un’ottima occasione.
Herzog che parla del suo ultimo film, Gerusalemme, il suo pellegrinaggio da Parigi a Monaco per un’attrice che stava morendo, la sua conversione al cattolicesimo (durata qualche anno), il suo rapporto con Hollywood, i due euri chiesti per scrivere la sceneggiatura di Nosferatu, Fitzcarraldo (la nave sulla collina, gli indios, l’uomo che si taglia un piede morso da un serpente con la motosega) e altre cosine.
Abbiate fazzoletti a portate di mano.

Poi, (mannaggiaamme che l’avevo dimenticato), l’ho messo pure qui.

Correggere una virgola sbagliata è una buona azione?

 

Fra le varie caratteristiche rivoluzionarie di Wikipedia
(e contiamo soprattutto quelle emergenti, non previste, affiorate invisibili con il tempo e l’avvento di lettori sporadici che sono diventati abituali che si sono trasformati in utenti che sono cresciuti in comunità
(come un pratino genera fiori, ed il vento porta alberi, e gli alberi diventano foresta, e da lì un’intero ecosistema, un cosmo di funghi e animali e insetti e piante)),
fra le caratteristiche emergenti, dicevo, quella che preferisco è il suo aver creato uno strumento, una piattaforma che permette buone azioni spicce, veloci, senza impegno.

E correggere una virgola sbagliata può essere considerata una buona azione? Secondo me sì.

Donare un briciolo di conoscenza, aggiustare un paragrafo, allineare una frase o una data, in Wikipedia è per tutti, per le centinaia e migliaia di lettori che godranno del mio contributo
(o ne trarranno danno, dipende dalla mia voglia e competenza nel migliorare il progetto, nell’aggiustare la virgola).

Se infatti nel mondo reale costa fatica e dedizione impegnarsi in un progetto che porti risultati (anche e soprattutto nel campo del volontariato o del sociale),
in Wikipedia chiunque di noi può donare qualche secondo e un pizzico della propria cultura. L’ordine vuole del lavoro, costruire costa fatica, e solitamente si regge sulle spalle di pochi.

Wikipedia ha invertito questa cosa, ha dato la possibilità di poggiare un’intera enciclopedia sulle spalle (e sulle teste e sulle dita) di migliaia e milioni di persone, prendendo da loro quello che loro sono disposti a dare.

In questo senso, Wikipedia ha democratizzato la buona volontà.

Ne basta proprio poca (almeno lì), e poco tempo e nessun soldo e poca fatica (il tutto mescolato con un po’ di curiosità e  un pizzico di voglia di imparare), per dare il proprio contributo.
Possiamo essere buoni e bravi senza troppo impegno, nessuno ci dirà niente se facciamo troppo poco, bastano pochi secondi e il nostro contributo è lì, salvato, per tutti.

E secondo me questa è una cosa meravigliosa.

Scritto per Dieciannidisapere.it.

Wikipedia turns 10!

Se n’è accorta pure l’ANSA… Il 15 gennaio Wikipedia (nella sua versione originale, in inglese) compie 10 anni. Inutile (o meglio, faticoso) sarebbe spiegare che cambiamento ha apportato Wikipedia nella vita quotidiana di centinaia di milioni di utenti, anche solo nel modo in cui le persone cercano informazioni su Internet.

Per questa volta, lasciamo ad altri più titolati il compito di tirare le somme: e c’è già chi lo fa, tipo il Vice President and Publisher of Reference (non so come tradurlo, sorry) della Oxford University Press che incredibilmente canta le lodi di Wikipedia.

In contemporanea con mezzo mondo, Wikimedia Italia dunque ha deciso di festeggiare il wikicompleanno sabato 15 gennaio con 3 eventi (per wikipediani e non) e una proposta:

  • festa a Milano: festa cool al Loft 21, via Padova 21. Per registrarsi (obbligatorio), qui. Se avete problemi con la registrazione, guardate qui.
  • festa a Vicenza: presso la galleria commerciale “Parco Città”, laterale di Via Quadri. La festa è aperta a tutti, gratuita e inizia dalle 16.00. Torta e clown annessi.
  • tour guidato a Roma ai Fori Imperiali, garantito dalla nostra fantastica archeologa MM: ore 9.30 all’ingresso di Largo Corrado Ricci, di fronte allo sbocco di via Cavour su via dei Fori Imperiali. Intanto che si arriva, si fa il biglietto di ingresso (PS: forse siamo riusciti ad ottenere riduzioni sul biglietto. Voi fateci un salto comunque ;-).

Maggiori informazioni sul blog nonufficiale di WMI, Wikirumors.

Infine, ma non meno importante, WMI ha deciso di chiedere a tutti (ergo, pure a voi) di raccontare la loro storia con Wikipedia. Il risultato può essere quello che volete: un post, un messaggio, un articolo e anche un saggio, basta che tratti di Wikipedia e di voi. Maggiori info su come collaborare, qui.

L’indirizzo a cui mandare i contributi è dieciannidiwikipedia@gmail.com.
Dal 15 gennaio, tutte queste storie verranno pubblicate su Dieci anni di sapere, blog nato per l’occasione.

Se invece preferite scrivere sul vostro blog o sito, per favore utilizzare la tag #wp10 (hashtag che sarà usata in tutto il mondo) e segnalatemelo pure qui.

Buon wikicompleanno!

Editathon alla British Library

Wikimedia UK, il chapter britannico di Wikimedia, ha deciso di festeggiare il compleanno di Wikipedia con una Edithaton (“maratona di contributi”) alla British Library di Londra.
Il 14 e 15 gennaio infatti 20 wikipediani potranno entrare nella Biblioteca, visitare le mostre e ricevere una visita guidata nel backstage, accompagnati dai curatori e dai bibliotecari.
Oltre alla possibilità di parlare e chiedere informazioni direttamente agli esperti, verrà probabilmente riprodotto l’ottimo esperimento della  Hoxne challenge, compiuto al British Museum:
una stanza piena di wikipediani ed esperti, un videoproiettore, qualche laptop, Internet e tanto caffè con l’obiettivo di scrivere tutti insieme una voce su un argomento.

L’Editathon è dunque l’ennesimo evento GLAM proposto dagli inglesi, che avevano organizzato sia il Wikipedian in Residence con Liam Wyatt (di cui ho parlato varie volte, la prima qui) sia la conferenza GLAM al British Museum giusto un mese fa (e io ero andato alla corrispettiva conferenza francese).

Da parte sua, Wikimedia Italia festeggierà il compleanno con due feste, sabato 15, a Milano e a Vicenza, per una volta accantonando il laptop e bevendosi una birra in compagnia di wikipediani e non.

Dettagli a breve: siete tutti invitati!