Un passo indietro

La realtà politica degli ultimi giorni è talmente complicata (assurda, miserabile, divertente) che forse l’unica soluzione è davvero smettere di seguirla. Leggevo Aaron, in questi giorni, e lui va oltre: smettere di leggere il giornale, perchè l’ossessione del real time ha poco senso e ci fa male. Oserei: è anche quello che vogliono, stordirci diContinua a leggere “Un passo indietro”

Del leggere.

(ho iniziato questa cosa perchè Laura (update: e poi Virginia) ha scritto questa bella recensione dell’ultimo libro di Casati, Contro il colonialismo digitale (che non ho ancora letto, però). Poi la cosa mi è sfuggita di mano, è diventata troppo lunga ed è la roba qui sotto. E’ una risposta laterale, diciamo così.) Cosa IlContinua a leggere “Del leggere.”

Qui o si fa (leggere) l’Italia o si muore

L’ISTAT ci dice che l’Italia legge poco, pochissimo, e questa è una brutta notizia, e una conferma. If you think education is expensive, try ignorance, diceva quello, e per me è un mantra, una piccola verità da portarsi dentro, nella sua contraddizione. Leggere fa bene alla vita, in sostanza, perchè aiuta a capire il mondoContinua a leggere “Qui o si fa (leggere) l’Italia o si muore”

Il futuro dei lettori

Una biografia [di Cristina Campo] dovrebbe essere prima di tutto una storia delle sue letture. Margherita Pierracci Harwell [leggevo questo, di quel figaccione di Steve Berlin Johnson, e dovreste leggerlo anche voi, perché alla fine torna tutto.] Invidio molto i futuri lettori, quelli che potranno adagiarsi (sin dall’inizio della loro vita lettrice), su un’infrastruttura di condivisione,Continua a leggere “Il futuro dei lettori”