Bolaño, Borges.

Ripone speranze? in che cosa, in chi?
Mia cara Maristain, lei mi trascina nuovamente nei pascoli della pacchianeria, che sono i miei pascoli natali.
Io spero nei ragazzini. Nei ragazzini e nei guerrieri. Nei ragazzini che scopano come ragazzini e nei guerrieri che combattono come eroi. Perché? Mi rimetto alla lapide di Borges, come direbbe l’inclito Gervasio Montenegro, dell’Academia (come Pérez Reverte, pensi un po’), e non parliamone più.

(Mirumir traduce l’ultima intervista di Roberto Bolaño, grazie a unpalombaro.)

In pochi sanno che Jorge Luis Borges sia seppellito a Ginevra, al cimitero di Plainpalais.
In pochi d’altronde sanno che Borges visse gli anni dell’adolescenza a Ginevra, fra il 1914 al 1918. Ritornato in età avanzata per curarsi, chiese di essere seppellito lì.

Sulla lapide, nella parte superiore si legge semplicemente “Jorge Luis Borges”;

più in basso è scritta in inglese antico la frase “And ne forhtedon na” (Giammai con timore o Non ebbero paura di nulla)(sembra anche che sia stato tradotto, errando, con e le porte del cielo furono aperte per lui), proveniente dal poema epico del X secolo La battaglia di Maldon.

Ancora, un’incisione circolare raffigurante sette guerrieri, con le spade al cielo, che si gettano in combattimento (Borges amava molto la metafora della guerra come danza delle spade).

Vicino alla data di nascita e di morte, una piccola croce del Galles.

Dietro la lapide sono riportati due versi della Saga di Völsunga, del XIII secolo: “Hann tekr sverthit Gram okk legger i methal theira bert” (Egli prese la sua spada, Gram, e pose il nudo metallo tra i due), Al di sotto, una splendida incisione di un drakkar vichingo.

Ancor in basso, la scritta “De Ulrica a Javier Otalora“, due personaggi dei racconti borgesiani; con ogni probabilità, un saluto di Marìa Kodama, che solo lei e Borges potevano capire.

Cimetiere des Plainpalais, rue des Rois 10,  Genève.

PS: l’internet ha come al solito aiutato. Fra le fonti: John Berger (video), forum, l’immarcescibile Wikipedia, e pure Georgie stesso (Jorge Luis Borges, L’invenzione della poesia – Lezioni americane, Mondadori).

Segnalazione

Succede che la mia ragazza abbia un amore smodato per la terra di Palestina, ferita aperta e cosparsa di sale di questo mondo strano. Ci va quando può, fra progetti di cooperazione e viaggi più suoi, a portare sulle spalle un po’ di dolore del mondo offeso.

Succede che anche sua sorella condivida questo amore, e stia vivendo un anno di servizio civile come giornalista all’Alternative Information Center, centro di documentazione e informazione sul conflitto e sull’occupazione israeliana.

Succede che quest’ultima abbia una penna felice, un cuore grande come il mondo e anche un blog.

Io, che non so fare altro, non posso che dirvi di leggerlo e conservarlo, per avere qualche parola che duri, ogni tanto, chè non di sola fuffa vive l’uomo.

PS: celo il nome e vi chiedo di fare altrettanto, già ci sono stati problemi; l’identità è una cosa preziosa e in certe parti del mondo, ogni tanto va tenuta nascosta.

Update non richiesto e un po’ autoreferenziale

Il blog langue, ma su Wikisource stiamo facendo belle cose. Tipo ripassando le statistiche, inserendo un bel libro sulla didattica della matematica per gli studenti cinesi (rilasciato in CC-BY da Giuseppe Nicosia) unificando le intestazioni, lavorando come al solito sulla qualità e le innovazioni del progetto.
E’ proprio una soddisfazione (anzi, se avete voglia, venite pure a trovarmi e a fare un giretto).

Nella vita reale, prosegue a rilento la mia tesi di master (su wiki e biblioteche digitali co-laboratorio (vorrei fare un caso studio con la comunità di Italianisti italiana)), e sto aiutando Christian con l’ “Origine del Male” in giro per l’Italia. Domani (mattina) siamo a Gozzano, per chi è interessato.
Pure, oggi Google regala anche 2 milioni di $ alla Wikimedia Foundation.

Sul fronte open le cose vanno benino.

Quando (su Linux) spostate la cartella della Scrivania per sbaglio…

…dentro un’altra cartella, e non riuscite più a riportarla al suo posto, tipo invece di

aubrey/Scrivania

avete

aubrey/Immagini/Scrivania

e tutti gli spostamenti e copiancollaggi da root non servono a una cippa e fate un casino boia,
voi con somma calma fate

gedit ~/.config/user-dirs.dirs

e ripristinate gli indirizzi giusti.

Dio benedica i geek ubuntisti.

Epifanie/1

Nel Gulag II [di Solženicyn] poche, densissime parole vanno al martire Florenskij, informando che pagine sue anonime figuravano fra i rendiconti dellla spedizone siberiana dell’Accademia delle scienze moscovita, che i suoi scritti sulla rivista “Socialistieskaja rekonstrukcijia i nauka” precorrono Norbert Wiener.

Elemire Zolla, “Introduzione” in Pavel Florenskij, “La colonna e il fondamento della verità“, 1998, Rusconi.