Di libri, dati e conversazioni

[post urgente e incompleto, ma c’avevo un paio di cose da dire subito, e le ho dette così] Fra Amazon/Goodreads ieri e Elsevier/Mendeley oggi, pare un brutto momento per i commons digitali.  Perchè le alternative, per i libri, sono veramente poche. Ho letto questo gran articolo di jumpinshark e questo post è praticamente il commento che […]

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Serendipity e Wikipedia

(intervista fatta quest’estate a Wikimania, si parla di belle cose nerd (serendipity, Wikipedia, Wikisource), il mio accento fa schifo, secondo me fa ridere).

(dentro c’è una citazione, che fa riferimento a questa vignetta di xkcd, e un po’ anche a questa (anche se io ne ricordavo un’altra (che non trovo adesso))( ma poi c’è anche questo video del TED)(scopro adesso che in riferimento alla seconda vignetta Wikipedia ha anche una pagina apposita)(la serendipity è un fottuto buco nero)).

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Cattedrali digitali

E’ una roba un po’ strana, ma succede che la Wikimedia Foundation fa un po’ di interviste in giro a wikipediani, da tempo, secondo me è una cosa carina (è una cosa carina vedere le persone dietro a wikipedia), e niente, a farla breve, hanno intervistato anche me.

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Le nuove piramidi (questa volta, senza schiavi)

Personalmente, credo che uno dei terreni su cui si giocherà una partita importante (partita già iniziata,d’altronde), sia quello della costruzione collettiva, di quella cosa a cui adesso diamo vari nomi (fra tutti, crowdsourcing), ma che sottintende la collaborazione massiva (spesso anonima, sempre volontaria) fra utenti/persone, in rete. Come dice Suriowecki, la magia della collaborazione accade quando vi […]

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Freeman Dyson, How we know

Jimmy Wales hoped when he started Wikipedia that the combination of enthusiastic volunteer writers with open source information technology would cause a revolution in human access to knowledge. The rate of growth of Wikipedia exceeded his wildest dreams. Within ten years it has become the biggest storehouse of information on the planet and the noisiest […]

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