Moby Dick, la balena

Stavo pensando a qualcosa da dire per chi non ha ancora letto questo libro.
O per chi, leggendolo, si è sentito affaticato, respinto da noiose descrizioni, da una scrittura pesante.

Moby Dick è una bestia, e come tale va domata.
Non ci si avvicina se non per perdere qualcosa.

Si parte per mare per fuggire.
O cercare Altro.

Moby Dick è Altro.

Moby Dick è libro-balena.
E’ Leviatano di carta e parole.

Caldo, meraviglioso, feroce.

Moby Dick è il viaggio infernale di Achab.
Moby Dick è pedissequa enciclopedia del mare,
è la pedanteria del trattato ittiologico,
è precisa ed esatta lezione di baleneria,
è ore al sole e attesa di spruzzo all’orizzonte,
è il bianco accecante dell’odio,
è il sale che secca gli occhi,
è la ruvidità della fune che brucia la pelle,
è l’odore del legno bruciato dal sole
è il fetore dell’olio travasato coi secchi nelle botti.

Moby Dick è rifondazione del mondo sull’assioma-leviatano,
Ricostruzione del’universo, pezzo per pezzo, metafora per metafora.

E’ mangiarsi il mondo e digerirlo mare, acqua, balena.

Se non siete pronti, non partite.
Rischiate di bruciarvi, non capendo.

E questo è peccato, davvero.

Scritto il 9 settembre 2008.

Gaza, l’ennesimo post inutile.

Io sono un ignorante, premetto.
Ma non sarà che questo parteggiare per Israele sempre e comunque non venga, anche, dal fatto che loro sono quelli più simili a noi? Tutti noi europei ed americani guardiamo con orrore al fatto che un autobus esploda per un kamikaze, o che una discoteca venga colpita da un razzo. I morti di Israele sono sempre pochi, hanno volti e storie riconoscibili, fanno parte del nostro primo mondo.

E’ molto più difficile tenere dietro i morti palestinesi, ammassati in baracche, massacrati a decine e decine ogni giorno. I numeri sono troppi, le loro vite troppo lontane dalle nostre. Miserabili, carne da telegiornale.

Io credo che ci sia una quantità non trascurabile di egoismo in questo nostro atteggiamento, quella stessa violenta ottusità che fece a dire a Bush senior the american way of life is not negotiable.

E’ noi, il nostro modo di vivere, la nostra ricchezza basata sull’ineguaglianza che stiamo difendendo.Non si capisce perchè dobbiamo stare sempre dalla parte del più forte. Se ad Hamas sbagliano, e sbagliano di grosso (ma bisognerebbe anche chiedersi i motivi di tanta violenza…), non ha comunque senso giustificare Israele quando sbaglia dieci, cento volte tanto. Non ha senso dire “Cessate il fuoco, ma Hamas per primo” quando i morti in casa palestinese sono cento volte tanto. Quando Israele da decenni fa quello che vuole senza rispettare i patti. Quando il sopruso in Terra santa è cosa di ogni giorno. Non è giusto ascrivere gli errori sempre al conto dei più deboli. Ma sembra essere la cosa che ci viene meglio.