Pretty geeky things

Ieri sera, in pieno stato di berserk digitale, sono riuscito a:

  • inserire il logo nel mio wiki
  • installare Freemind e Wiki2LaTeX
  • importare centinaia di pagina da Wikipedia
  • aumentare la soglia di upload
  • ascoltare 8 volte quel capolavoro di Mr.Beast

Il tutto finendo … alle 4.20.

Quando si dice essere nerd, davvero, con convinzione.

PS: per coloro che si preoccupano della mia sanità mentale e per l’atrofizzazione dei miei muscoli deambulatori: oggi sono andato a fare una lunga passeggiata per i boschi confinanti Oslo, e ho tenuto questa immonda bestia lontana da me.

Rivoluzionarie modalità di comunicazione

Si lo so, sono pigro.

I buoni propositi di scrivere il blog sono un po’ andati a ramengo, continuo a rimandare e rimandare i post.

Ad ogni modo, ci sarà una modalità di comunicazione migliore, rivoluzionaria: comunicazione one-to-one, 3D, user-experience senza precedenti.

Dall’8 al 17 ottobre torno a casa, ci si vede lì :-P

PS: dato che lo leggete in 4 ‘sto cavolo di blog, probabilmente ci sentiremo anche in altra maniera. Se per caso invece leggete qui e volete vedermi, ditemelo per mail! A presto ;-)

Fatti miei

Settimana finita ieri, settimana che inizia oggi.

Il tempo si alterna fra bello e brutto, in realtà con un certo equilibrio. Si esce tranquillamente con felpa e giacca nelle brutte giornate, inizio a preoccuparmi del Generale Inverno che si avvicina minaccioso. Oggi si parte direttamente con il corso di Norvegese (!!!), poi Digital documents. Questa settimana addirittura si avrà lezione quasi tutti i giorni, la scorsa avevamo fatto una lezione lunedì, poi tutti a casa. Va bhè  che si inizia a metà agosto, però…

Alla ricerca di un lavoretto, ho scoperto un annuncio di un ristorante italiano: già mi fa ridere il pensiero, ma potrebbe essere un bel colpo di fortuna.

Qui per il resto la vita scorre tranquilla, ho iniziato a studiare (poco), e mi sto già scontrando con le gioie/dolori della vita single: lavatrici, pranzi, cene, e compagnia cantante. La mia camera è un macello ma si sta bene così. Se qualcuno viene a trovarmi è ovvio che cercherò di fare il bravo e mettere a posto.

Quindi è un invito ;-)

Stereotipi/2

Ho caricato qualche altra foto su Flickr, per illustrare meglio.

Sabato sono andato ad un concerto (per gli appassionati del genere (cioè filo ;-) ), questo), e vi vorrei raccontare come è andata.

Il concerto era innanzitutto gratuito: offerto da questo museo, che ogni anno offre questo festival per 4 weekend consecutivi, verso agosto. Ora, la cosa che più mi ha stupito, oltre la gratuità di un concerto fico, di gruppi norvegesi importanti (paragonatelo a qualche bell’evento della festa dell’Unità), è stata la presenza di famiglie, bambini, gente di ogni età.

Avete mai visto una famiglia ad un concerto? Qui non si tratta di Tokio Hotel o Jovanotti (che, per inciso, sarebbro ugualmente pericolosi per un bambino in mezzo alla gente), ma precisamente di Motorpsycho+Deathprod e Lasse Marhaug. Quest’ultimo è un noise artist: pura cacofonia, un inno alla lacerazione del timpano. In questa apocalisse sonora le mamme portavano a spasso i bimbi, che erano tutti regolarmente dotati di cuffie per proteggersi le orecchie, i ragazzi che vedevano il concerto se ne stavano straiati al tramonto a godersi lo spettacolo, altri bevevano le loro birre (costosissime) nel fighettissimo patio dedicato al food&beer.

La cosa che mi ha sconvolto è stata l’assoluta naturalità della cosa.

Ora, a parte il fatto che non è necessario per forza ascoltare un noise artist, perchè però da noi non succede di vedere giovani famiglie a spasso con i bimbi ad ascoltare concerti? Perchè non c’è questa normalità?

Sarà un po’ una cazzata, se volete, ma è differenza piuttosto forte. Uno sfasamento culturale che non mi spiego. Mi sembravano tutti molto tranquilli, ecco.

Io non so se porterei mio figlio seienne ad un concerto metal, ma intanto possiamo chiederci perchè qui lo fanno così naturalmente.

Free as a verb

Ho deciso di rilasciare tutto il materiale del blog sotto la licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License

Creative Commons License

E’ un po’ che ci penso: in realtà ero combattuto se inserire o no la restrizione di non permettere l’utilizzo commerciale (NC).

Credo che qui si giochi una forte matrice culturale. Tutti infatti siamo nati e cresciuti in un sistema completamente proprietario, che riconosce la proprietà come sacrosanto diritto perseguibile con ogni mezzo. Tutto dev’essere proprietà, possesso, privato. Siamo immerse in un mondo atomistico di oggetti individuali, non abbiamo quasi più il gusto dei commons, dei beni comuni. Evitando accuratamente ogni deriva politica (per quanto ovviamente ci siano implicazioni), è un mondo (almeno il nostro) fortemente contrario, in spirito, all’apertura, alla condivisione, alla cooperazione.

Dunque mi sono accorto sulla mia pelle la sgradevole sensazione di pensare: “Bhè, no, il mio lavoro è mio, perchè qualcun’altro ci deve guadagnare?” Credo che il punto stia tutto qui. Il fatto è che, al contrario di quello che si pensa, tutti ci guadagnamo in un mondo più aperto.

Tutta la conoscenza è riutilizzo di materiali e strumenti costruiti da altri, che ci vengono donati. Tutto è rielaborazione di informazione preesistente, che è data, ci precede. E dato che l’informazione è tutto, e tutto è informazione, possiamo scorgere il meraviglioso mondo che si cela dietro un atteggiamento aperto, che libera conoscenza e informazione invece che segregarle.

Dunque, nel mio piccolo, ci tengo a donare (ma a chi fregherà ‘sta robaccia poi ;-)) alla noosfera tutto ciò che scriverò in questo luogo. E per fare l’estremista, inserisco il germe persistente e virale dello Share-Alike, che obbliga i futuri riutilizzatori a rilasciare sotto la medesima licenza il lavoro derivato.

Fra l’altro, mi renderà compatibile anche con Wikipedia ;-).

PS: qui dicono cose simili, il concetto è il medesimo :-)