Appunti sparsi su “Condivisione, scienza, bene comune”

Lunedì 10 c’è stato l’incontro “Condivisione, scienza, bene comune” a Milano.
Nonostante la poca affluenza, sono rimasto stupito dalla piacevolezza dell’incontro e dalla profondità degli interventi. Di seguito un paio bel po’ di note totalmente personali.
Paola Galimberti ha fatto una bella introduzione sull’Open Access e l’importanza di un modello diverso per l’editoria accademica. Nonostante l’editoria scientifico-accademica sia un piccolo segmento dell’editoria, è sempre utile ricordare che un gigante come Elsevier dichiara delle entrate pari a quelle dell’intero sistema editoriale italiano. Mica bruscolini.

Gino Roncaglia (al quale faccio volentieri pubblicità per l’uscita del suo ultimo libro) ha continuato parlando del famoso Open Courseware del MIT e di tutti i progetti analoghi a seguire. Interessante, a mio avviso, l’introduzione del protocollo OAI-ORE, che tenta di riprodurre per i learning objects e i video quello che l’OAI-MPH fa da tempo per i metadati degli articoli, cioè un flusso ininterrotto di informazioni fra archivi che è la vera forza dell’OA. Molto interessante che l’esperienza del MIT sia nata in seno ad un progetto pilota di alcuni bibliotecari dell’università…

Antonio Bernardo, instancabile promotore di Matematicamente.it, ha raccontato dell’esperienza del primo manuale di algebra per le scuole superiori rilasciato in Creative Commons (per la precisione, CC-BY-NC-SA. 2.5). Una gran bella avventura che sta continuando con il secondo volume, dedicato alla geometria. La gestazione del libro non è stata facile (tecnicamente, per le procedure e le competenze necessarie) e ancor di più la battaglia per farsi conoscere ed adottare nelle scuole. Dato che ne vale la pena, spammatelo a tutti gli insegnanti di matematica che conoscere (stampato costa 5 euro!).

Molto bello anche l’intervento di Corrado Petrucco, che parlando di didattica e Wikipedia a scuola ha offerto una presentazione da manuale: quindi, guardatela, io non aggiungo altro.

Alberto Marini, professore del CNR, alter ego di Alberto da Calvairate, utente storico di Wikipedia, ha parlato dell’utilizzo della stessa nelle università come strumento di condivisione e creazione di contenuto scientifico. Ma io vi consiglio di leggervi direttamente l’intervento dalla sua sottopagina wikipediana.

Paolo Ferri, infine, ha amabilmente fatto il punto sulla conoscenza come bene comune e le sue enormi potenzialità per la didattica e l’educazione anche nel Sud del mondo (OLPC), soprattutto considerando quelli che sono ora i nativ digitali, abituati ad un ecosistema di comunicazione, informazione e condivisione senza precedenti. Presentazione ricca di dati ma che non rende purtroppo la verve del relatore…

Questi dunque gli interventi che vi siete persi: magari la prossima volta ascoltate e venite, ok?

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