Grazie, Doug.

Ricordo ancora quando trovai questo libro, usato, in una delle mie innumerevoli incursioni da consumato cercatore di perle.
Era appoggiato allo scaffale, copertina a faccia davanti, con il triangolo di Penrose che sorrideva come chi ti aspettava da tempo.
Non ho neanche chiesto quanto costava, io che sono tirchio che faccio schifo, tanto lo aspettavo anche io. Cinque anni fa.

Oggi ho finito Gödel, Escher, Bach e non mi sembra vero.
Era la mia personale Recherche, un libro infinito nella profondità e nella vastità, un’eterno aggrovigliarsi di idee e suggestioni.

Ne leggevo una pagina e vagavo mentalmente per minuti bollenti, arginando il torrente di concetti che mi si paravano contro. Era faticoso, ma tremendamente eccitante.

L’ho lasciato da solo per vari mesi, più volte. Mi sorrideva molle dal comodino, ogni tanto anche lui annoiato non voleva vedermi e ce ne stavamo zitti entrambi.

Ho venerato questo libro anni prima di averne una copia in mano, ne leggevo commenti ovunque e sapevo che c’era, era là fuori da qualche parte, ed un giorno sarebbe capitato anche a me.

La lotta è stata lunga, estenuante. Il tedio ha addormentato entrambi, molte volte, ma sempre con la consapevolezza di un rapporto di essere ormai legati. La mia lettura è stata talmente discontinua, ed il mio arrovellarmi così puntuale, da non sapere più cosa sia mio e cosa di GEB, i pensieri si sono intrecciati e non ho idea se alcune cose che credo di questo libro siano invece mie.
Sicuramente, ogni pagina è stata un trampolino per splendidi tuffi e lunghe nuotate.

Ho goduto esaltazioni puerili per brani che mi davano un’eccitazione fisica, ho sperimentato, dopo tanto, la gioia pura di un’epifania in una buia notte a Tallinn, scoprendo i numeri soprannaturali. Ho goduto, davvero, come si gode di Borges e di Moby Dick, nelle notti di lotta contro la balena-libro.

Non so se a voi interessi l’Intelligenza Artificiale, o il problema della coscienza, della vita, anche.
Ma questo libro parla di molto, molto di più.
Dei gangli segreti del mondo, in un certo senso.
Dell’ontologia, del mondo di informazione là fuori, della geografia dell’Iperuranio.

Una splendida carrellata di eroi, da Gödel a Lewis Carroll, da Escher a Tarski, da Turing a Bach, da Minsky a Church. Tante perle nascoste, come Mandelbrot, Kim, Wiener, Wilson, Chaitin, Schrödinger. Una bibliografia, un po’ datata, ma lussureggiante di idee e suggestioni.

Il mio mattone nero è ora lì, spostato nello scaffale dei libri letti.
Ci ho messo 5 anni, e non mi era mai capitato di lottare così a lungo. Capiteranno sicuramente altri capolavori, ma credo mai più un libro che abbia abitato la mia mente come Gödel, Escher, Bach. Un’Eterna Ghirlanda Brillante.

8 pensieri su “Grazie, Doug.

  1. L’edizione originale italiana aveva la copertina arancione, senza figure, tanto tempo fa. L’ho divorato, poi riletto, poi ri-riletto, …
    Mi ha occupato per più tempo di quanto avessi preventivato, anche tenendo conto della legge di Hofstadter. L’ultimo, splendido, è più tranquillo. Te lo consiglio.

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    1. Vero, GEB nacque in italiano come sesto libro della Biblioteca Scientifica Adelphi, 1984. Siamo coetanei. La mia versione nera non è bella come la tua,
      ma da sommo nerd quale sono sono anche riuscito a farmela autografare ;-)

      Sto aspettando con impazienza di leggere il nuovo, ma non l’ho ancora comprato. Immagino che Doug possa difficilmente deludermi.

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  2. Ho letto il tuo post con un po’ di invidia: io sto ancora lottando con lui, anche se non sono ancora 5 anni.
    Ho appena spostato il libro dall’ultimo piano della mia libreria a latitudini più temperate: a portata di mano.

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  3. A portata di mano è già un ottimo passo. Il comodino ancora meglio. Poi ci vuole una sera di impavida audacia e l’agone ricomincia. Per l’invidia, io credo di invidiarti un ‘intera biblioteca di libri sulla complessità, dunque siamo pari ;-).
    PS: l’hai mai affrontato “A new kind of science?” Io non ne ho il coraggio.

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  4. Proprio recentemente ho sfogliato la versione online indeciso se acquistarlo o meno. L’autore è giusto un tantino pieno di sè, il che mi ha fatto desistere dall’atto. ;)

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