Perchè leggere è importante

Chefuturo ha chiuso i battenti, e quindi anche i server. Ripubblicherò qui sulk blog qualcuno degli articoli che ho scritto, quelli che mi sembrano ancora validi. Questo è stato pubblicato originariamente il 22 novembre 2013.

Dal 15 maggio 2005 al primo novembre 2012, Aaron Swartz ha scritto un blog.
Il blog era il posto dove inseriva i suoi pensieri: gli venivano in mente, e li scriveva. E lo ha fatto praticamente sempre, con una costanza inesorabile: sono 444 post, in 7 anni.

Il blog in sè, è, a mio umile parere, un capolavoro: un oggetto editoriale unico, un log quotidiano della vita intellettuale (ma non solo) di un giovane prodigio. Non è cosa comune poter entrare nella mente di qualcuno, e un blog del genere (in parte, ovviamente) ce lo permette.

Gran parte del blog è composta di pensieri, saggi, divagazioni, per la maggior parte partendo da libri e articoli che leggeva. E c’è veramente di tutto.
Quello che infatti stupisce di più è la vastità del pensiero e degli interessi di Aaron: sembra davvero aver letto di ogni argomento, affrontato ogni tipo di problema.

Ha raccontato come lanciare app o un servizio web, come gestire un team, come assumere un programmatore. Ha riepilogato, anno per anno, tutti i libri che ha letto (2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011)(sono oltre 600). Ha proposto un metodo per aggiustare il giornalismo, analizzato il l’eticità del mangiare carne, dichiarato il programmare come forma darte. Ha consigliato ai grandi media di investire in stuzzicadenti.

Leggere è una cosa strana. Il suo risultato (le conseguenze dell’infilare una ad una parole di altri nella tua testa, durante un silenzio ed una intimità ed un tempo tu che concedi loro, come voi adesso state concedendo a me) dipende fortemente da cosa leggi, ma anche chi sei tu e perchè leggi.

Ed è proprio per il tempo che concediamo ad un testo che leggere libri è così importante: il libro (più del post, del tweet, dell’articolo di giornale) ha il tempo di svilupparsi e riposare nella testa del lettore.

Siamo esseri semplici: impariamo a parole per unità di tempo. Ultimamente, leggere è ritornato argomento di attualità: ci sono stati studi (controversi) sul fatto che leggere buoni romanzi aiuti a migliorare l’empatia; Neil Gaiman ha scritto un accorato appello per salvare le biblioteche; il Ministro Bray ha annunciato un (controverso, anche quello) Piano nazionale di promozione della lettura. Il fatto è che non ci spiegano spesso perchè sia così importante leggere.

La mia spiegazione (quella che, personalmente, mi faccio bastare), è che leggere è una costruzione dell’identità: leggendo modifico il mio cervello e il mio modo di pensare, divento una persona diversa. Leggendo imparo e capisco (a volte), e l’informazione è potere.

Quando capisco le cose, le posso cambiare, se non vanno bene. Ergo, al giorno d’oggi, imparare è una necessità: ogni organismo per sopravvivere deve adattarsi al suo ambiente, e il nostro cambia continuamente. L’unico modo per sopravvivere e controllarlo (o almeno tentare di) è apprendere continuamente. Ora, uno dei migliori modi di imparare che l’uomo si è inventato è leggere cose (non è l’unico, ovviamente).

È in questo che Aaron è stato un maestro. Non ha fatto che imparare tutta la vita, quello che voleva e come lo voleva, leggendo centinai di libri assurdi all’anno, e mettendo in pratica quello che aveva imparato. Hacker è solo un altro nome che diamo a chi capisce una cosa e poi prova a mettere in pratica quello che sa per cambiare quella cosa dall’interno.

Per cui, umilmente, oggi vorrei consigliare a Bray e al suo comitato Aaron Swartz come modello di lettore.

Modello che si potrebbe riassumere in: leggi per comprendere la realtà e il mondo che ti circonda. Leggi per imparare. Leggi qualsiasi cosa. Fregatene dei generi e delle “due culture”. Leggi perché ti rende capace, e ti abilita ad affrontare i problemi. Leggi perché funziona. Informazione è potere.

ItWikiCon, un racconto possibile

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Questo è un personalissimo resoconto dei tre giorni che ho passato alla ItWikiCon, il raduno dei volontari che contribuiscono ai progetti Wikimedia in lingua italiana, che si è tenuto a Trento dal 17 al 19 novembre 2017.

Tanti wikipediani tutti insieme non li avevo mai visti. Wikipediani, ma non solo. Perché non di sola Wikipedia è fatto il mondo della conoscenza libera e wiki, ma anche di vari progetti, di comunità più piccole di volontari accomunati dal metodo collaborativo e dalla possibilità di libero riuso dei contenuti che producono. Userò quindi l’aggettivo wikipediano non nel senso restrittivo di contributor dell’enciclopedia libera, ma più in generale di attivista per la conoscenza libera sui progetti Wikimedia.

A sottolineare quanto sia forte il legame fra le biblioteche e i progetti Wikimedia, nel loro comune obiettivo di lavorare per la diffusione della conoscenza, e nel loro essere progetti interconnessi (basti pensare ai libri e…

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Cristina Campo

L’articolo che oggi esce per il Tascabile parla di una scrittrice non molto conosciuta, Cristina Campo, la cui opera, in varie forme, occupa un paio di scaffali della mia libreria. L’ho scoperta nei miei primi vent’anni, e leggevo tutto ciò che di suo mi capitava sotto tiro. Mi era molto vicina per tematiche e visione, non mi pareva ci fosse nessuno scrittore come lei (e, infatti, non c’era).

Cristina, oltre a scrivere come scrive, era anche bellissima e si può dire che io mi fossi letteralmente innamorato di lei (come scrittrice, come persona), cosa che non mi capita mai ed è anche piuttosto patetica. Ricordo mesi in cui una sua foto sgranata era il mio sfondo del pc (non avrebbe sicuramente approvato).

Poi io sono cresciuto, la cotta mi è passata, ma soprattutto quel sostrato culturale che me la rendeva magica e inarrivabile mi è piano piano morto dentro. Invecchiando riesco a guardarmi indietro e vedere dei “me” che non sono più io, che erano diversissimi da chi sono adesso, o almeno credo.
Per cui scrivere su Cristina Campo, oltre dieci anni dopo, è per me un passo d’addio, un saluto dovuto, perché in quel particolarissimo momento della mia vita che faccio ancora fatica a decifrare, lei era una presenza.

All’inizio, volevo scrivere nell’articolo il perché leggere ancora Cristina Campo, e non l’ho scritto perché di motivi davvero non ce ne sono più.
Se non che, nonostante non creda a più una singola parola di quello che dice, si è presa un sacco di tempo fa una parte del mio cuore, e ce l’ha ancora.

Come ho imparato che cos’è il parelio

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Qualche tempo fa la biblioteca pubblicò un post sulla propria pagina Facebook per segnalare la digitalizzazione di un’opera molto rara, che descrive un “prodigio” avvenuto nel 1536: la comparsa di tre soli nel cielo.
Indubbio è il fascino dei libri antichi; ma questo documento, proprio per il tema trattato, mi aveva particolarmente incuriosita, e così sono andata a leggere il racconto di questo straordinario evento, premonitore, secondo l’autore del testo, delle più spaventose sciagure:

questi accidentali soli che circondano il nostro sol natural evidentissAnonimo - El gran prodigio di tre soli, Zanelli, Roma, 1536imamente dimostrano la eversione de cita e lochi, il revolgimento de stati e Signorie, le grandi e sanguinose battaglie, la noiosa e grave destruzione de reami, gli ivvisitati e perigliosi terremoti, la plurazion di pestilenzia crudele: lo importabile carico de la Carestia de tutte le cose: le subitanee e improvise morte e finalmente le regedi e aspri castigamenti, le molte angoscie e tribulazione che generalmente patirà…

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Open data e open source per una biblioteca digitale aperta

Un paio di mesi fa, ho scritto quest’articolo per Biblioteche Oggi, sull’esperienza che stiamo facendo con OpenMLOL e le biblioteche digitali aperte.

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Il tema del convegno delle Stelline di quest’anno era “La biblioteca aperta”, e ci è sembrato particolarmente indicato per raccontare a tutti la nostra versione di biblioteca aperta. O meglio: come stiamo costruendo la sezione di Risorse Open nei progetti MLOL, una biblioteca digitale che sia aperta, libera, partecipativa.
Al momento MLOL (nelle sue varie istanze: i portali bibliotecari e anche i portali MLOL Scuola) possiede infatti due principali collezioni:

  • una collezione composta di risorse commerciali (es. Edicola e ebook trade)
  • una collezione di Risorse Open, gratuite e con licenze aperte Creative Commons. Questa collezione è anche accessibile in un portale autonomo, chiamato openMLOL.

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