Un Dio di sola miseria e misericordia

A commento di uno splendido post di Lucas.

Caro Lucas, ritorno ora dalla messa di mezzanotte.
E’ solo l’ultimo di questi Natali che sento sempre meno, e so che è da tempo che il mio cuore non vibra più di tanto al presunto soffio dello Spirito.
Ogni tanto mi illudo di chiamare tutto questo “notte”, quasi una versione laica dell’essere credenti. Notte di fede perchè il culmine della fede è la notte, è il non capire, il quaesivi et non invenio, è Isaia 21 nel digrigno di Ceronetti (in dolore di puerpera/mi scardino/è sbattere nel non vederci/è torcermi nel non capire).

Leggevo il tuo post e pensavo a Franz Jagerstatter, tedesco fra i pochissimi sotto Hitler a rifiutare di arruolarsi perchè cristiano. Lo stupore, lo scandalo vengono da una scelta deliberata di coerenza, e dalla lentezza e inesorabilità della sorte che sapeva gli sarebbe toccata. Ad ogni foglietto di chiamata doveva rispondere di no, ebbe innumerevoli gradini burocratici che dovette salire, uno alla volta, per raggiungere il suo stesso patibolo. Ebbe l’occasione di saltare giù da quelle scale di morte innumerevoli volte, non lo fece mai.

Mi è sempre molto di scandalo e riflessione la questione del potere: dici bene, Cristo fece inchiodare ad una croce sè stesso e con sè il potere che portava, potere di guarire corpi e parlare ai cuori. Poteva essere il messia rivoluzionario che in tanti si aspettavano innumerevoli volte, non volle mai. Inchiodò sulla sua carne i meccanismi di questo mondo, il potere della Forza, dei Principati e delle Potestà. Come il desiderio mimetico e la violenza e tutte le spirali autofagocitanti che l’uomo ha inscritte nella sua carne.

Cristo venne a inaugurare una nuova Fisica, per questo lo celebriamo ancora oggi. Come dici meravigliosamente tu, la Verità della vittima. Cristo ha appunto insegnato che la Forza poteva essere sconfitta, che l’unico modo era essere sale, luce, lievito (dare sapore all’Altro, illuminare l’Altro, morire per farlo crescere), e anche nelle proporzioni non si sbagliava. Sono pochi i cristiani veri, ma d’altronde forse non ne servono di più.

Ancora, che mi perdo e ho sonno. Cristo ha mostrato al mondo una fisica sottostante, meccanismi che funzionano in maniera diversa e analoga ad altri che conosciamo, il potere del bene, della generosità, del disinteresse, del dare e del darsi. Il potere dell’amore, di quello che chiamiamo in tanti modi diversi e raramente sappiamo riconoscere. Un potere sottile e invisibile eppure potentissimo, inestinguibile (altri lo chiama Spirito). Dopo duemila anni siamo ancora qui a parlare di un carpentiere palestinese; e questo perchè, per chi crede, le sue non furono solo parole, ma parole su questo mondo con effetto su di esso. Cristo resuscitò, la sua filosofia era una vera ontologia, una Fisica. Come se l’amore fosse (tuttora) la variabile nascosta, inconcepibile, eppure funziona.

Eravamo partiti dal potere.
Come già hai detto, una Chiesa di potere è, in un certo senso una contraddizione in termini.
Non so un’alternativa, ma forse, l’idea di essere quotidianamente preparati al martirio e alla distruzione sarebbe una risata che conquisterebbe il mondo più di altre evangelizzazioni e intrusioni politiche. Memento mori, su di sè e su quello che si rappresenta, polvere siamo e polvere ritorneremo, anche la mia Chiesa.
Forse questo Cristo intendeva mandando le persone in due, credendo nel viaggio a piedi, nel rifiuto della stabilità, perchè il Figlio dell’Uomo non sa dove poggiare il capo.

Va bene, chiudo, pubblico, non rileggo.
Grazie a te, ancora una volta, per tutto.
Buon Natale.

3 pensieri su “Un Dio di sola miseria e misericordia

  1. Non sono credente, ma penso che sia più facile parlare con i credenti come te che con certi atei. Per Adelphi ho una sorta di laica venerazione, molto più che per Feltrinelli. Ciao e buon anno!
    Popinga

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  2. Mi piace il riferimento alla tenebra della fede, in questi giorni natalizi l’ho ritrovato in molti posti. E mi convinco sempre più che sia la sola strada dignitosa per un uomo moderno che voglia esplorare ancora le incerte strade della spiritualità con un po’ di dignità e coerenza. Sarà che sto leggendo “Rifondazione della fede” di Mancuso? Buon Natale a te, sebbene in ritardo.

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