Delle cose nascoste sin dalla fondazione del mondo

Una cosa per cui la tecnologia, tendenzialmente, non mi fa paura, è quando svela o accentua qualcosa che già esiste. Perché è il suo lavoro (della tecnologia intendo) quello di moltiplicare. Ogni tecnologia è una protesi [1], qualcosa che inventiamo per sviluppare e incrementare e moltiplicare i nostri sensi e il nostro controllo (telefono, occhiale, televisione, automobile, radio, libro, computer).

E’ una cosa per cui mi verrebbe da urlare tre-quattro volte al giorno una frase di suo poco simpatica, quel “Di che cosa stiamo parlando!?!”” che cerca di spostare la conversazione, tenta quantomeno (con più e meno successo) di penetrare il pensiero del dialogante per prenderlo per mano e accompagnarlo da un’altra parte. Perché è da un’altra parte che sta seduto il problema.

Un esempio a caso è questo. Charlie Brooker [2] ce l’ha coi commenti su Internet, con qualche ragione e secondo me qualche torto. Il suo problema è il rumore, la chiacchiera, il jabber. Che è un problema, intendiamoci. Internet, in sè, è una tecnologia che immilla la nostra capacità di comunicare, sia nello spazio (annulla le distanze e cambia la metrica, permettendo a mille di persone di parlare nella stessa stanza) e che nel tempo (permette la comunicazione asincrona). Ergo, in Internet c’è un sacco di chiacchiera, perchè la chiacchiera è colonna e fondamento del mondo. Se anche nella Bibbia Dio non fa che lamentarsi delle mormorazioni del popolo di Israele, direi che non abbiamo da preoccuparci (o da preoccuparci moltissimo).

Io credo che il jabber (la chiacchiera, il rumore, la mormorazione, il commento troll sui blog: facce sorridenti della stessa (inquietantissima) idra) siano un problema serio, a più livelli: fra gli altri, un problema di segnale e rumore, e un problema sociologico. Ma è un problema che vorrei (appunto) vedere affrontato da eserciti di antropologi e psicologi, (editori, filosofi, teologi, direttori televisivi, (biologi e matematici)): a guardare qualunque edicola di qualunque paese in qualunque momento dell’anno, basta contare le riviste di gossip per accorgersi della vastità della chiacchiera nel mondo. O gli ascolti di Uomini e Donne. Miliardi di ore uomo spese a parlare di nulla (a recriminare, incazzarsi, litigare, insultarsi, sul niente). Il sopracciglio depilato di Signorini ha più potere (più potenza di fuoco e gittata comunicativa) del Parlamento.  Mi chiedo se ci sia qualcuno che abbia capito tutto questo (Spoiler:sì).

Cioè, Berlusconi a parte, questi sono problemi nell’ambito dell’umano troppo umano, non della tecnologia (che è un fattore umano, sempre e comunque). Non sono sicuro che risolveremo il problema (se mai è un problema, e se mai si può risolvere) guardando alla moltiplicazione della chiacchiera, e non al perchè lo facciamo.

(Questo post non propone soluzioni al problema in questione).

[1] (con buona pace di Calasso: era una protesi la scrittura, lo era il libro a stampa, lo è infine internet.)

[2] Creatore di Black Mirror, miniserie inglese. Distopia contemporanea, bellissimo, molto forte.

7 pensieri su “Delle cose nascoste sin dalla fondazione del mondo

  1. Bello. Oh, mi mancavi.
    Immilla è una parola bellissima, Calasso deve mettersi il cuore in pace davvero, Black Mirror non riesco a vederlo perché è troppo angosciante, il nulla è lì, sempre, e non esiste protesi che sostituirà il metodo, l’addestramento e la pratica costante del “trovare nel nulla ciò che non è nulla, e dargli spazio, e farlo crescere”.

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  2. Alcune cose:
    1) ti è scappato due volte [1] (invece di “[1]” e “[2]”) per marcare le note
    2) Non mi piace come /nesti/ le parentesi (Io sono per: “(… […] …)” invece di “(… (…) …)” [nota /l’escaping/ con le virgolette e nota come questo stesso commento parla di se stesso]). Potresti chiedermi cosa succederebbe se avessi bisogno di più livelli, ma la verità è che se stai /nestando/ più di due livelli parentesi probabilmente il problema sta altrove. Nota anche che questo commento vuole essere troll per inserirsi come esempio nel tuo post
    3) Circa cos’è rumore e cos’è segnale consiglio di dare un’occhiata a questo: http://it.wikipedia.org/wiki/Graffito_di_Alessameno e di riparlarne fra una ventina di secoli. Così per dire, eh.

    Cristian

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    1. 1) corriggerò
      2) le nesto apposta così. mi piace nestare parentesi orizzontalmente. il parser umano risolverà.
      3) capisco, ma quello è uno ed è diventato documento, appunto, dopo secoli. prima era rumore, magari. il problema è la scala.

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      1. Le parentesi “autistiche” di Zanni sono patrimonio letterario Unesco, nessuno le tocchi che vanno bene così. L’importante è che chiuda tutte quelle che apre, se no mi scompenso e resto angosciato tutto il giorno.

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