Il sorriso di Babele

So di essere parziale, sono qui da poco e andrò via fra ancora meno, ma a me, di tutte le immagini che sono passate, quelle che mi hanno commosso di più, sono state quelle della gente.
Gente da ogni parte del mondo sorridere e gioire, come premio di un lavoro duro ed eccitante, di sacrifici e solitudini e nostalgie, in una babele di lingue in un piccolo nebbioso angolo fra Svizzera e Francia, insieme.

Io non ero mai stato in un posto così pieno di cervelli e diversità, e l’idea di essere diventato, per un solo mese, membro di questa comunità, mi emoziona davvero.

Perchè forse non ci si rende conto che il vero miracolo è il lavorare insieme a gente di ogni dove e di ogni lingua, essere un piccolo pezzo di puzzle in un enorme babele di compiti e mansioni e ruoli, e lingue e colori ed esperienze.
E non vorrei davvero tralasciare il discorso delle solitudini e delle nostalgie, del venire qui dall’India o dalla Cina o dalla Romania o dalla Finlandia, e neanche delle ambizioni, delle carriere, delle avidità.

Ma sorrido pensando che tutto questo, tutto gira attorno ad un ciambellone enorme che spatascia atomi per vedere cosa c’è dentro. Come da bambini si rompevano i giocattoli per vedere come funzionavano. Tutto intorno all’idea stessa di scienza, di scoperta.

In fondo, non è, tutto, davvero solo un gioco?

6 pensieri su “Il sorriso di Babele

  1. Aubrey, non ci crederai ma al Cern ci sono stato anch’io, in visita nel 2002 mi pare… sono sceso nel tunnel mentre erano in costruzione gli impianti dell’LHC e ho incontrato gente da tutto il mondo… e la sensazione era la stessa internazionalità ed amicizia nel nome della scienza e della conoscenza. veramente un bel posto! speriamo i protoni si spacchino per benino! :) ciao

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  2. Pensa te, ci stiamo rincorrendo…
    Io non ho ancora visitato l’LHC, non so se ci sarà la possibilità, soprattutto in queste settimane, sono tutti molto occupati.
    Credo comunque che faccio lo stesso effetto a tante persone, non è banale trovare una concentrazione tale di nazionalità diverse, tutte legate, in un qualche modo, ad un obiettivo comune. Io ci penso tutte le volte che vado in mensa ;-)

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  3. Beh, LHC non l’aversti potuto visitare manco prima: da quando ha circolato un po’ di fascio l’anno scorso l’accesso sotterraneo è escluso ai visitatori (con qualche piccolissima eccezione per qualche VIP, ma adesso con il fascio di nuovo anche questo non si può proprio più). Invece nella sala di controllo di ATLAS (che è quella della foto del post con la gente che esulta) un giro puoi certamente farcelo, alla peggio ti ci porto io :-)

    Comunque si, in fondo è tutto solo un gioco. Il punto è i giochi sono una cosa dannatamente seria. E giocare è rimane la cosa più importante.

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    1. Giro prenotato allora ;-)
      Riguardo al gioco: siamo perfettamente d’accordo. Per questo mi pare che il CERN abbia qualcosa in più, se vogliamo: mi sembra che la giocosità sia più palpabile, c’è un giocattolone comune, tutti lavorano, in modo diverso con diversi ruoli, attorno a questo. Un gioco dannatamente serio, ma almeno evidente.

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