Lettera di don Paolo Farinella al Card. Bagnasco, 31 maggio 2009

Egregio sig. Cardinale,

viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E’ il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città.

Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato – o meglio non ha trattato – la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica.

Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di «frequentare minorenni», dichiara che deve essere trattato «come un malato», lo descrive come il «drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio». Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell’omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull’inazione del suo governo e sulla sua pedofilia. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale.

Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la «verità» che è la nuda «realtà». Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell’Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi «principi non negoziabili» e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono «per tutti», cioè per nessuno.

Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all’integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi. Non date forse un’assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi «parlate per tutti»? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l’immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E’ forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l’attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei? Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l’8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, però, sapere che è una conseguenza diretta dell’inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo.

I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra all’accusa di pedofilia, stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull’odio dell’avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con «modelli televisivi» ignobili, rissosi e immorali.

Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che tacciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l’altro 50% sotto l’influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d’interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa? Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita «dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale»? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall’eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l’etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant’Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché «anche l’imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa». Voi onorate un vitello d’oro.

Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da «mammona iniquitatis», si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che – è il caso di dirlo – è un silenzio d’oro? Quando il vostro silenzio non regge l’evidenza dell’ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: «troncare, sopire … sopire, troncare».

Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? «Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo … si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest’urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti… A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent’altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire» (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX). Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una «bagatella» per il cui perdono bastano «cinque Pater, Ave e Gloria»? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: «Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupa femmine. Ecclesia casta et meretrix» (La Stampa, 8-5-2009).

Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa, l’integerrimo sant’Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell’imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: «Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro» (Ilario di Poitiers, Contro l’imperatore Costanzo 5).

Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei «per interessi superiori», lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile.

Lei ha parlato di «emergenza educativa» che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei «modelli negativi della tv». Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l’arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del «velinismo» o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull’altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l’Italia.

Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all’Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: «Non licet»? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro «tacere» porta fortuna.

In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.

Genova, 31 maggio 2009

Paolo Farinella, prete

(dalla mailing list della Lega Missionaria Studenti, non ho trovato la fonte originale. )

41 pensieri su “Lettera di don Paolo Farinella al Card. Bagnasco, 31 maggio 2009

  1. Non sono arrivato fino in fondo ma perché don Paolo non trae le conseguenze e si dimette da prete rinunciando a un posto sicuro, pagato dall’otto per mille? E non dimentichiamole prestazioni dei chierichetti.

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    1. Caro juhan,
      la questione come ben sai non è così semplice.
      Il fatto fondamentale è che uno nella Chiesa non ci sta per il Papa od i vescovi, ma per Cristo.
      E utilizzo questo per Cristo così brutalmente (tale da perdere in un secondo l’approvazione e la comprensione di un lettore non credente) perchè si è preti per fede, per vocazione, per amore di Cristo (e ridaje). O, almeno, si dovrebbe.

      Ti dirò che sto casualmente approfondendo la questione proprio in questi giorni, leggendo alcuni libri su Don Milani, che di motivi per uscire dalla “Ditta” ne avrebbe avuti tanti.
      Ma non ci pensò mai neppure per un secondo, anzi, esplicitamente avrebbe rinunciato a tutto pur di rimanere nella Chiesa.

      Ma qui siamo sideralmente lontani dal mondo, sono discorsi “di fede”, e faccia una fatica enorme a capirli anche io che in teoria una fede ce l’ho (ma non mi ricordo mai dove l’ho messa, e alla fine me la faccio sempre prestare da qualcuno).

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  2. Secondo te da dove vengono i vescovi? Ecco dai preti!
    E da dove viene il papa? Dai vescovi, dai preti e dalle SS.
    E Cristo è solo uno specchietto per allodole, o allocchi.
    Quando uno scopre di essere nel posto sbagliato se ne deve andare. A meno che non facciano comodo i benefici che questo posto comporta, compresi i chierichetti.
    D’accordo non tutti i preti sono già stati scoperti ma dove si indaga… (vedi Irlanda).

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  3. Eh, caro mio, la metti giù un po’ troppo banale.
    E che tutti i preti siano pedofili è semplicemente una cazzata.
    Ovvio che la Chiesa ha tutto da farsi perdonare in questo frangente (connivenza, silenzi ed altre porcate del genere), ma questo non toglie che ce ne sono un’infinità di preti che pedofili non sono. Se poi vogliamo discutere sul fatto che uomini celibi e teoricamente casti a contatto con bambini in un ambiente piuttosto sessuofobico sono più a rischio, questo è un altro discorso.

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  4. non so se seguirò ancora il tuo blog. Finora l’ho trovato estremamente interessante e stimolante. Mi sembravi un giovane che si da da fare, che sceglie un’occupazione (futura) interessante, che (completa tu che sono troppo incazzato). Poi salta fuori che ti piacciono i preti. D’accordo è un prete atipico che denuncia una situazione di merda, ma che loro preti hanno contribuito a creare. Perché don Paolo è diventato don? adesso se ne accorge? e tu vuoi diventare don, per imitare don Paolo?
    In Italia, l’Italia clerico-fascista di papiSilvio, naziRatzi e don Paolo, ti troverai bene! E potrai fare la fronda dall’interno con tutti i benefici che ai preti (e domani anche a te, don aubreymcfato) sono concessi, anche ai frondisti. Auguri.

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    1. Caro juhan,
      che io sia (o provi) ad essere cattolico non vuole assolutamente dire che ami papSilvio o che sia d’accordo in tutto e per tutto con Ratzinger.
      Mi sembra davvero una banalizzazione e mi dispiace sentirla da una persona intelligente come te. Evidentemente abbiamo conosciuto preti diversi.

      Cerco di comprendere il tuo punto di vista, di insofferenza totale alla Chiesa (gerarchica e non). Da un parte ti do ragione: con i tuoi occhi, forse la vedrei anche io così.

      Ma di occhi ho i miei, e la mia esperienza con la Chiesa è stata variegata. Ho conosciuto persone meravigliose ed altre molto meno. Avessi visto quello che ho visto io, probabilmente la vedresti come me. Vero è anche il contrario.
      Potrei raccontarti di come i miei genitori, cattolicissimi, possano mangiare in testa a tanti sinistroidi che si riempiono la bocca (e il twitter ed il tumblr e il blog e il friendfeed) di parole come solidarietà e giustizia, per poi non muovere un dito che sia uno per fare la benchè minima differenza là fuori. Io vivo in una casa famiglia e vedo quotidianamente cosa significa lavorare davvero e sporcarsi le mani col mondo e scardinare il mondo di merda là fuori bullone doppo bullone. Lo vedo e li stimo e so che per loro è il modo di vivere la loro fede. Non ci vedo nulla di male in questo.

      Apprezzo i tuoi complimenti, mi dispiace che la tua incazzatura non ti faccia comprendere il mio punto di vista.
      Ma non ho i mezzi per capire cosa pensi e perchè, quindi lasciamo stare. Io non ricevo benefici da nessuno, critico la mia Chiesa perchè la vorrei più bella, e credo che le critiche che le vengono fatte, da tutti, vadano ascoltate e le servano per ripensare incessattemente chi è e dove voglia andare. Se poi mi chiedi le ragioni per cui non esco dalla Chiesa, bhè, allora devi metterti calmo e seduto e aver voglia di ascoltare e prepararti anche a non capire (anche perchè non ho le idee chiare).

      Liberissimo di vagare per altri blog (ce ne sono molto più belli di questo). Ci vediamo quando torni.

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  5. Su una questione come questa credo che piuttosto Berlusconi dovrà vedersela con Dio e con il suo confessore, perché se ne dovrebbe parlare ad una prolusione all’assemblea dei vescovi? Ha senso intervenire nel dibattito politico se c’è di mezzo il bene comune e i valori etici della collettività (vedi il caso dei respingimenti – http://www.corriere.it/cronache/09_maggio_20/cei_profughi_e23c1586-454d-11de-982b-00144f02aabc.shtml ).
    Mi pare che peraltro ci sia stata da parte del mondo cattolico una critica nei confronti dell’atteggiamento del premier, come ha fatto ad esempio Avvenire (giornale comunque finanziato dalla CEI…) – http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/politica/berlusconi-divorzio/berlusconi-avvenire/berlusconi-avvenire.html .
    Ultime due cose: in primo luogo, quale dovrebbe essere il vantaggio in questo silenzio “d’oro”? ; e in secondo luogo, fossi anche d’accordo con i contenuti, non riesco a condividere il tono dell’autore della lettera: dov’è finito lo spirito di correzione fraterna e di comunione con il proprio vescovo che dovrebbe animare la Chiesa e i presbiteri in particolare?

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    1. Caro Ramac,
      purtroppo il caso è al solito più pubblico che privato.
      E anche se fosse solo privato non si può accettare che una persona usi ai suoi scopi i valori “cattolici” della famiglia e della CHiesa per poi fare assolutamente quello che gli pare e piace. Si chiama essere farisei e sepolcri imbiancati, e come ben sai Cristo ha parole molto dure nei loro confronti.
      E sul tono, posso comprendere la tua sensazione (che spesso ho provato tante volte anche io), ma è una sensazione, per così dire, “partigiana”: quando qualcuno va contro quelli dalla tua parte fas empre male. Ma ti invito a comprendere profondamente le ragioni: su alcune cose, alcuni esponenti della Chiesa non stanno agendo in buona fede. E se io avessi vescovo sopra di me che utilizza il suo potere in modo sbagliato avrei tutto il diritto ed il dovere di dirglielo. La correzione fraterna passa anche dalla “parresia”, il parlare aperto e franco, davanti a tutti. Perchè a forza di prudenza e timore e lasciar correre si fa il gioco mafioso dell’omertà e di chi preferisce avere intorno a se capre obbedienti anche nel male. IN questo blog ho postato un brano di Don Milani, “Un muro di foglio e d’incenso“, ti consiglio di leggerlo.

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  6. Cosa farebbe, Cristo, oggi?

    Io non abbandonerò questo blog, ma vorrei comunque rigirare il dito nella piaga, sperando che faccia molto, molto male. Perchè non è possibile che dietro l’obbedienza verso la Chiesa si nasconda un’accidia sì grande e chissà, magari, alla fine, un po’ di dolore qualcosa è capaci di muovere. E ovviamente non mi riferisco a te in particolare, penso più che altro a chi in questa Chiesa ha scelto di entrarci in maniera convinta e ufficiale: perchè non muovono un dito? Perchè non si impegnano a far arrivare un segnale verso l’alto, se davvero il problema sta solo nell’alto delle gerarchie porporate? Davvero l’obbedienza è capace di cancellare ogni senso di colpa? Con che peso atroce alzano l’eucarestia ogni domenica, ogni giorno?

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    1. Caro hronir, dici bene.
      Ma non sottovalutare mai il fatto che chi è prete non lo è sicuramente per il suo vescovo. C’è tutto un’orizzonte di fede di cui bisogna tenere conto, altrimenti si perde del tutto il punto. Detto questo, io credo che molti si sentano semplicemente impotenti e disorganizzati, oltre al fatto che all’interno della gerarchia (e un prete lo è sempre) una cultura di silenzio timorato e reverenza e obbedienza cauta e prudenza serpeggia sempre. Non ti dico che sono d’accordo ma che è così (almeno credo). Prova rigirare la frittata e pensare ad un giovane ricercatore che non sia d’accordo con i suoi superiori e rettori e con la cultura clientelare in Italia (so che non è proprio un isomorfismo, ma concedimelo). Alla fine si tratta sempre di uomini e anche di uomini soli, se vuoi, alla sera, quando vanno a dormire. Io credo che tutte queste persone provino a concentrarsi su quello che possono fare, sulle loro parrocchie, sulle loro missioni, sulle persone che hanno intorno.

      Quello che ho sentito da molti laici, la “connivenza”, credo sia avvertito molto meno da chi prete è, o anche da un semplice laico. Io provo ad essere un credente con una propria coscienza, ma cercando sempre di rimanere all’interno della Chiesa. Quando mi si rinfaccia che il bene che la Chiesa fa e che alcuni preti fanno sia quasi peggio perchè in un qualche modo “giustifica” tutto il male, io non so cosa dire. Da una parte lo capisco, dall’altra credo sia una domanda mal posta.
      Io, ed altri, non sto nella chiesa per la Chiesa in sè, ma per totalmente altro. E non volendo buttare via il bambino con l’acqua sporca preferisco stare all’interno e fare quello che posso per cambiarla in meglio. Personaggi enormi come San Francesco agirono così: credi che non gli facesse schifo quello che vedeva (e penso fosse molto peggio di questo…)
      Perchè, come dice Don Milani, “la chiesa è madre, e se uno ha la madrea brutta, chi se ne frega”.
      Io credo ci siano più preti di quanti immaginiamo che avvertono un “peso atroce” nel sollevare l’Eucarestia. E altrettanti altri che dovrebbero sentirlo.

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  7. Mah…
    Ricordati però che l’obbedienza se l’è inventata la Chiesa, non sta scritta nei Vangeli (senza considerare che anche i vangeli sono stati “scelti” a posteriori dalla Chiesa stessa…) e che la vera obbedienza la devi a Cristo…

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    1. Hai ragione, infatti.
      L’unico corto circuito logico arriva quando la Chiesa, per bocca di Cristo, diventa espressione incarnata di Cristo in terra. Dunque obbedienza alla Chiesa diventa obbedienza a Cristo.
      Questo è quello che dovrebbe essere, perlomeno.

      Ad ogni modo, per oggi la chiudo qua, ricominciamo domani che ho un po’ più di forze e speranza.

      Davvero, non ho voglia di convincere nessuno. Vorrei solo cercare, nel mio piccolo,
      di dialogare e comprendere meglio alcune cose da parte del mondo laico e laicista.

      E se riesco, perchè no, vorrei anche aiutare a far comprendere alcune cose del mondo cattolico (che spesso ha pessimi PR ed addetti stampa).
      Ma non è semplice ed io non ho le idee chiare, e la mia fede in questi mesi è un colabrodo.
      Ricominciamo domani ;-)

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  8. a far comprendere alcune cose del mondo cattolico

    Non ti ci provare nemmeno: ne state facendo di troppo grosse, una dietro l’altra, in un corsa sfrenata verso un medioevo dei più bui.
    Ci vorrebbe come minimo — come minimo — un nuovo Francesco…

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    1. Però vedi che anche tu identifichi tutta la Chiesa con uno sparuto gruppo di vecchietti che vivono di là dal Tevere? Questo non è vero, e tu lo sai. La Chiesa è anche gente con le mani nella merda dal mattino alla sera, ovunque in Italia e nel mondo. Che poi ci sia il solito discorso del solito “avallare silente” le politiche della gerarchia posso anche comprenderlo, ma non credo si possa ridurre tutto a questo. Io non voglio buttare via tutto quello di buono che c’è (vedi la mia terza risposta a juhan).

      Sul provare a far comprendere, chissà, reputo già bello e utile (almeno per me) che se ne parli. Se poi il mio è un monologo e l’unico effetto è una cattiva digestione (mia), vedrò il da farsi.
      D’altra parte a stare sempre all’interno delle proprie barricate non si impara niente.
      Io per esempio ieri ho litigato con un prete berlusconiano qui a Tallinn. A confronto, preferisco una serata Malvino…

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  9. Non prendere tutto sul personale, ma voglio ontinuare ad essere duro.

    E’ comodo tracciare linee di separazione quando serve.
    Quel che dico io è: quanto sanno, nelle alte sfere, di quel che si pensa (di loro) giù “nella merda”? quanto fate per far arrivare su il malcontento? quanti siete veramente? vi basta poter dire che non siete tutti uguali?

    Di chi è la colpa, se qualcuno ti associa, come cattolico, a quei sepolcri imbiancati? di quel qualcuno? dei sepolcri imbiancati?

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  10. uh…che bel dibattito complicato….
    Devo dire che…
    Ho apprezzato molto il tentativo del povero don Paolo ; c’è bisogno di qualcuno che dimostri al clero più blasonato come Papi Silvio si addica poco al ruolo di difensore della cristianità.
    In linea teorica, e in mio parere, se la Chiesa volesse veramente essere Cristiana (cioè “di Cristo”) , dovrebbe lasciar perdere cose così contingenti come la politica italiana, e trattare i capi di stato come gli altri fedeli.
    Come non si parla dei peccati del cittadino|fedele Mario Bianchi durante le omelie, così il prete di Bruzzano nel non lontano 2007, poteva risparmiarsi di aizzare i suoi parrocchiani contro l’allora premier Prodi durante la messa(!!!), e idem vale per Berlusconi. I religiosi ,da cittadini privati e da cristiani, hanno tutto il diritto di essere scandalizzati da Papipremier, ma non possono farne un caso di Fede : Berlusconi è polvere, tra poco (eh eh) morirà (c’ha i suoi anni…) , e al suo posto ci sarà un altro satiro , e poi altri ancora …. DIAMO A CESARE QUEL CHE é DI CESARE…
    Se la Chiesa insegnasse veramente ad ogni singolo fedele, non dico ad essere un cristiano modello , ma ad ascoltare almeno la propria coscienza, non ci sarebbe bisogno di esplicitare ; nessuno avrebbe votato una persona che propone ai medici di denunciare i pazienti clandestini(ossia di negare l’aiuto a gente in difficoltà, molto cristiano questo, vero?!) e difende il”sacro” matrimonio e la sacra “famiglia”, mentre si sollazza con dubbie donnine nella villa sarda.
    Il problema non riguarda solo la Chiesa, ma l’Italia intera. E’ che continua ad essere diffusa la cultura dell “Obbedienza cieca”; quando una persona non ha una coscienza forte, non ha sue “radici”, allora si aggrappa come una cozza alle idee preconfenzionate della cultura consolidata, alle sedicenti “tradizioni” (che non si sa fino a che punto siano tali), e ai cosìdetti “valori”, che in realtà non sono altro che vuoti contenitori.
    E in Italia lo fanno un pò tutti. Da un lato, la Chiesa che parla solo di Famiglia e di sessualità , difendendo abitudini di una società rurale scomparsa ai nostri giorni ,come se il VAngelo parlasse solo di quello!!!( chissenefrega se non parli al tuo vicino di casa , se pensi solo a metterti in mostra con “le opere di bene” , e vedi la pagliuzza negli altri e non la tua trave; l’importante è che non usi il preservativo, perchè non è chic….). E una certa “destra informe” che vota Lega\pdl per difendere le tradizioni che per prima spesso dimentica di onorare….
    E dall’altra parte ci sono i paladini della “scienza a vuoto”, quelli come Odifreddi(o come Juhan, vero?!) ,che pensano di essere liberi da ogni religione, ma in realtà osannano l’idolo della scienza e della tecnica “toutcourt”, come se l’uomo non continuasse a morire ed essere bestia come 10 000 anni fa….
    Io rivoglio Nietzsche!!!!
    Lui ogni tanto svarionava, ma aveva più amore per la Verità lui di un Bagnasco o di un Odifreddi !! ( e qua mi arriva la scomunica, per avere insinuato che Nietzsche è più cristiano del capo della Cei …)
    In realtà il problema è appunto che questo è un paese di gente che non crede in nulla ,che “dentro” ha poco.
    Se la Chiesa cattolica amasse veramente Cristo , si preoccuperebbe di fare vivere il Vangelo ai giorni nostri, invece che inseguire spauracchi e sputare fuori luoghi comuni. Se Juhan e i “suoi amici” amassero veramente la Scienza, in quanto Conoscenza, anzichè la mera erudizione , non ragionerebbero a “compartimenti stagni ” (il bianco è bianco, il nero è nero, la Scienza è la Scienza, la religione è la religione…. ma lo sapete che -per esempio- l’Alberti non la pensava così?!!), ed avrebbero sfruttato meglio l’occasione di dialogare con un interlocutore tollerante (Aubrey) ,cercando i punti comuni piuttosto che lo scontro.

    E quindi sì, in questa cornice di incomunicabilità diffusa, dove ciascuno urla il proprio slogan senza conoscerne il significato profondo,penso che don Paolo faccia bene a rimanere Dentro alla Chiesa, nel richiamarla all’Onestà: il Clero filoPapisilvista rimane sordo agli attacchi “esterni”, screditando le obiezioni della “massa atea”, ma cosa può dire di una voce critica che si leva dall'”interno”?

    Ripeto, teoricamente in Chiesa non si dovrebbe parlare di politica, e in parlamento non si dovrebbe parlare di Anima (questo farebbe bene alla Chiesa, e alla politica).Ma caso vuole che la Chiesa si occupi di politica SOLO quando deve ostacolare la sinistra, e quindi ben vengano i Don Paolo e i MAncuso e i Martini , a farci notare le contraddizioni.
    E vorrei anche far notare che non a tutti fa comodo l’otto per mille, ci sono anche preti che fanno quasi la fame (ne ho conosciuti).

    P.S= Juhan, se per caso passerai ancora di qua, sappi che non mi hai mai convinta . L’ho capito dalle tue obiezioni al testo della Campo: quel saggio è praticamente poesia, non letteratura “scientifica”, e tu l’hai trattato come un professorino scruterebbe il compito di algebra di un alunno, in cerca del minuscolo errore, dello sbaglio di segno.
    Non si viviseziona la letteratura!!
    E poi avevi l’occasione di confrontarti con un cattolico “aperto”, con cui magari potevi scoprire di avere punti in comune(o magari no, ma almeno potevi iniziare un dibattito più costruttivo come ha fatto Hronir…), e l’hai gettata agli uccelli dell’aria, reagendo come un bambino cui hanno fatto un dispetto , e vomitando i soliti slogan anzichè replicare con obiezioni personali e ragionate…
    in definitiva, a comportarti così sembri solo uno dei tanti POSEr che si fanno grandi per aver imparato due formulette
    ( a meno che non dimostri il contrario con altri commenti, tirando fuori obiezioni non “preconfezionate”)

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  11. Eh, no, cara Valentina, sbagli proprio nella premessa! Infatti la Chiesa non si tiene affatto alla larga dai peccati di Mario Bianchi e invece ne parla ad ogni pie’ sospinto. Dici di no? E se invece di chiamarlo Mario Bianchi lo chiami Luca Coscioni? E se lo chiami Piergiorgio Welby? Giovanni Nuvoli? Eluana e Beppino Englaro? Se Mario Bianchi è un malato terminale che chiede l’eutanasia o la sospensione delle cure? Se Maria Rossi è una donna che assume la pillola del giorno dopo? Se è un africano che usa il preservativo? Se è divorziato? omosessuale? se è uno scienziato che studia le staminali embrionali? Se ha rapporti sessuali prematrimoniali? Se volesse accedere alla fecondazione assistita? — cit http://metilparaben.blogspot.com/2009/05/giudizio-differenziato.html

    E allora perchè dovrebbe lasciare ai politici “libertà di coscienza”?

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  12. No, no, no….la mia frase aveva un altro significato …volevo dire che non ho mai visto ,durante una Messa, un singolo prete puntare il dito e accusare un suo parrocchiano seduto lì , tra le panche( Al massimo lo rimprovera in privato, o durante la confessione) E questo perchè ovviamente sarebbe eclatante(magari in qualche raro caso è successo..), vorrei vedere il religioso che ha il coraggio di giudicare|accusare in quel modo una persona presente ..E lo stesso , secondo me, vale per i politici e|o i casi di cronaca ; non devono essere in nessun modo presi ad esempio… Cristo parlava dei peccati in generale, non diceva :”Eh, non si ruba….per esempio, guardate quello là che l’ha appena fatto!!”
    Ma questo, ripeto, vale in un mondo ideale dove la Chiesa non critica i poltici nè da una parte nè dall’altra (E mi sembrava di essermi spiegata bene,su questo punto….).

    E poi tu hai citato casi diversi, che vanno oltre i nostri commenti precedenti, e sollevano altri problemi ancora: chi stabilisce se Welby, Coscioni , Englaro abbiano “peccato” o no? solo l’arbitrio di qualche deficiente(ok, la maggioranza, ma comunque non tutti) con il cuore e il cervello induriti, che pensa che la Religione si riduca allo sciocca crociata pro “vita in stato vegetativo”, e ad altre bazzecole simili (come il citato divieto al sesso prematrimoniale, al preservativo ,alla pillola del giorno dopo..).

    Di tutte queste questioni, credo che neanche una sia contenuta nel Nuovo Testamento (anche perchè sono tutte molto contemporanee,e quindi andrebbero risolte in modo “congruente”, tendendo conto -per esempio- che vivere in stato vegetativo per anni e anni non è “Vita”, che la pillola non è sinonimo di lussuria e fornicazione, ma anzi può essere segno di responsabilità nei confronti di un dovere che non ti senti in grado o non puoi assumere.. etc..) e quindi ogni presa di posizione “retrograda”, è una mera strumentalizzazione .
    Pensavo di essere stata chiara, invece no, evidentemente..

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  13. Che tristezza, quando i presbiteri, ossia gli inviati del vescovo, comunemente detti sacerdoti, si etrgono contro il prorpio sovrastante, ossia il vescovo. Se per primi i preti dnano segnali di ribellione di voler dire e probabilmente fare quello che vogliono, allora non si lamentino dei fedeli che alsciano la chiesa, come ascoltare cloro che fann quello che vogliono, dopo aver solennemente pronunciato il voto di obbedienza. Tempi tristi quando coloro che dovrebbero aiutare all’unità dividono la comunità

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    1. Caro Italo,
      io non riesco a trovare un valore assoluto nell’obedienza: quando essa è cieca, può essere connivente se non addirittura criminale.
      Il nostro diritto condanna e giudica sia i mandanti ceh gli esecutori di un crimine: se un vescovo comandasse ad un presibitero di compiere un crimine, anche lì l’obbedienza sarebbe da rispettare?
      Ovviamente estremizzo: ma “L’obbedienza non è più una virtù” di Don Milani rimane una lettura preziosa, in questo caso. Come anche “Un muro di foglio e d’incenso” (lo so, mi ripeto, ma sono testi che parlano da soli).
      Nelle comunità cristianee dei primi secoli si parlava di parresia, di parlare franco e chiaro; Gesù stesso dice di parlare in assemblea dei peccati di un fratello (dopo aver provato prima singolarmente poi in un gruppo). Quando non c’è altra via, uno strappo all’etichetta può rompere i formalismi ed arrivare alla sostanza.

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      1. L obbedienza e una virtu, ma lo si dimentica per fare quello che si vuole, ossia una liberta che coincide con la prorpia dimensione solo psicologica e non razionale. Se i preti che rponunciano i voti liberamente e razionalmente si spera non amano l obbedienza allora si devono dimettere dal sacerdozio e fare altro nella vita,Il mondo offre molte possibilita anche a quella di rinunciare all obbedienza. E ribadisco, triste, che i preti non sappiano costruire l-unita come hanno fatto a Vicenza a proposito della erigenda caserma Ederle. Non hanno promosso la pace nella chiesa ma la divisione e non per motivi religiosi ma solo politicanti, servendosi di ogni mezzo anche quello di fare propaganda politica nelle chiese durante la predica che dovrebbe essere solo l esposizione del vangelo e della dottrina della chiesa. Ma non prevalebunt.

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      2. L’obbedienza non è più una virtù, o almeno non sempre e non indiscriminatamente. Certi preti possono anche essere troppo polemici e politicanti, certo, ma almeno seguono coscienza e non si adeguano a quella prudenza e conformismo che da sempre corrode la fondamenta dell’ecclesia dal di dentro. Sono sempre più convinto che il potere sia, “dal principio” la causa del male della Chiesa. Non prevalebunt, certamente. Purtroppo, aggiungo io.

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  14. CHI DORME NON PIGLIA PESCI

    Gentile Aubrey,

    ho scoperto oggi il tuo blog, un rimando dal sito web di arcoiris-tv riguardo la stessa lettera aperta di Don Paolo Farinella al cardinale Bagnasco.

    Bene hai fatto anche tu a riproporre la stessa lettera aperta qui sul tuo blog, dando la possibilità a noi navigatori e lettori di aggiungere qualche pensiero e qualche commento ulteriore. Ben fatto.

    Mi fa piacere proporre a te ed agli altri tuoi lettori qualche altro pensiero collegato all’argomento della situazione attuale in Italia (ed anche nel mondo) della chiesa cattolica e delle critiche che si levano sia al suo interno che al suo esterno.

    Vorrei richiamare il passaggio di qualche commento sopra nel quale tu riportavi un dire di Don Milani (dalla lettura dei commenti mi sembra di capire che sia una figura centrale del tuo percorso interiore) riguardo una “chiesa madre”. Ecco, non pensi anche tu che il percorso di maestra di vita e di risveglio spirituale di una chiesa sia nel tempo non fissato e monolitico bensì mutevole ed evolutivo?

    Tento di spiegarmi meglio: non credi anche tu che un insegnamento spirituale ed una guida come aiuto ai fedeli sia cangiante nel tempo, non debba cioè rimanere fissato e scolpito?

    Non mi fraintendere, non sto dicendo che una verità non rimanga la stessa verità dopo eoni o cicli temporali di lunga durata (non sarebbe una verità vera, oggettiva), sto dicendo che un corretto percorso evolutivo umano vorrebbe (se ci si volesse mantenere entro una salubrità della pienezza umana) vedere una evoluzione ed un progresso nella spiritualità, individuale e collettiva, come in un unico organismo umano ove tutti i singoli organi fra loro diversi cooperano e si coordinano per salute del gruppo unico “genere umano”.

    Arrivo al punto centrale: non pensi anche tu che un corretto percorso evolutivo umano vorrebbe vedere (per dirsi compiuto e realizzato come nel disegno divino) un affrancamento spirituale individuale sempre maggiore da un dettato esterno?

    Non pensi che sia il centro del messaggio del Cristo il volere vedere una autonomia ed indipendenza di pensiero di ogni singolo essere umano? Libertà di coscienza e di libero arbitrio? Ti sembra una eresia se confrontata all’obbedienza richiesta dai vertici della chiesa cattolica?

    Nota di chiusura: non pensi anche tu, guardandoti intorno oggi, che la chiesa da MADRE sia divenuta, in forza dello scorrere evolutivo dei tempi, una chiesa NONNA? E non pensi che così doveva essere per dare una “svegliatina” ai credenti cristiani meno dormiglioni?

    Buona domenica e buon lavoro.

    Marco Don

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    1. Caro Marco,
      credo anche io che esistano “insegnamenti che cambiano” perchè ti seguono lungo la vita, e la vita è cambiamento e maturazione ed errore e, si spera, maturazione dall’errore.
      Lo ritengo giusto e sacrosanto è l’ho sperimentato più volte nella mia vita.
      E credo sia propfondamento giusto credere in una verità che muta, perchè complessa, e dunque si svela piano piano durante il corso di una vita.
      Credo sia uno dei motivi fondamentali perchè Gesù non scrisse mai: non voleva legare le sue parole alla fossilizzazione in dogma e norma, ma parlava agli uomini per gli uomini e lesse sempre la Legge con sguardo nuovo e più ampio. Almeno, mi piace vederla così :-)
      Non so invece se ti comprendo bene quando mi parlli di una Chiesa “nonna”.
      La Chiesa dovrebbe aiutare proprio l’uomo in quello che dici tu: renderlo libero, dargli occhi e mani e anche un cuore più grande. Se l’incontro con un libercolo come il Vangelo non ti apre, allora non sta funzionando. E il compito della Chiesa, se non sbaglio, dovrebbe proprio essere quello di passare un messaggio, una buona notizia. E passare quella buona notizia perchè è una notizia davvero buona e funziona se la si lascia lavorare. In un blog che amo molto, Lucas si chiede una cosa simile: qual’è l’orizzonte definitivo della Chiesa? Se rispondiamo a questa domanda arriviamo anche a distinguere il perchè dovrebbe essere mamma e non nonna. Credo che la Chiesa dovrebbe essere mamma per darti da mangiare proteggerti farti crescere lasciarti andare quando è il momento. Credo che anche Don Milani la pensasse in maniera simile (con un grosso accento sulla confessione, stranamente e provvidenzialmente citata anche da Martini nel colloquio con Scalfari [si, come vedi per me è un personaggio importante. Lo conosco da pochi anni ma mi ha stupito l’enorme, spietata e amorevolissima lucidità che aveva. Spero di poter scrivere qualcosa di più abbondante, un giorno o l’altro]).

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      1. LE MAMME E LE NONNE

        Caro Aubrey,

        non è difficile definire il mio dire di una “chiesa nonna” dopo un lungo tempo di “chiesa mamma”.

        Da che cosa si identifica un bravo maestro ed insegnante, un buon educatore (educere, far uscire, tirar fuori) da uno invece che buono non è? Sembra chiaro: quello di rendersi quanto prima superfluo, avendo avuto successo nel far nascere nell’allievo un’arte che lui educatore già conosceva e che il discente già possedeva in potenza, in sviluppo.

        Ecco allora che ti chiedo: quale dovrebbe essere il ruolo fondamentale di buona educatrice da parte di una chiesa? Non pensi anche tu che questo ruolo bene svolto dovrebbe essere quello di rendersi quanto prima possibile “non necessaria”?

        Non pensi anche tu che un credente cristiano che si senta sempre insicuro nella sua fede e che debba dipendere per un suo vivere interiore i mondi spirituali alla chiesa intesa nella sua esteriorità gerarchizzata parrebbe aver avuto una madre ormai divenuta nonna? Nonna nel senso che ormai quello che prima era un “figlio” da crescere ormai con il passare del tempo e delle esperienze è divenuto adulto, o almeno si spera sia divenuto adulto.

        Se non la chiesa stessa magari sarà stata la stessa vita quotidiana “della strada di fuori” ad averlo svezzato e fatto crescere adulto. Magari questo processo di maturazione si sarà potuto realizzare soltanto per una ristretta cerchia di persone sinceramente alla ricerca di una verità trascendentale che si possa calare nel quotidiano.

        Dopo millenni dalla venuta del Cristo non credi anche tu che la gerarchia istituzionalizzata che ci troviamo di fronte e di fianco e di dietro non abbia “centrato” (mi sento buono) il suo obiettivo principale?

        Sono ottimista: l’ostacolo che potrebbe essere divenuta nel tempo l’istituzione gerarchica di ogni chiesa doveva essere così come si è presentato nella storia umana, visto che per una evoluzione secondo “disegno” si deve avere sempre bisogno di ostacoli visti come “strumenti” per allenare i muscoli e la mente.

        Buon nuovo inizio settimana. Ciao.

        Marco

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  15. Caro Marco,
    devo ammettere che la tua idea mi è nuova e mi sembra decisamente affascinante. Può essere come dici: ma allora mi chiedo come mai “non ci è mai stato detto”. Un insegnante sa di doversi rendere superfluo e quando la maturazione del discepolo è giunta si congfratula e si fa da parte.
    La Chiesa, come al solito intendendo più la gerarchia ed il clero, non vuole farsi da parte, pretende ancora di condurre e guidare il popolo.
    Nella mia vita sono stato fortunato, ho conosciuto persone meravigliose che mi hanno accompagnato e guidato, ma credo sempre con la convinzione che tutto avrebbe avuto una fine. Questo non è stato un trauma nè per me nè per loro, ma appunto un passaggio obbligato.
    Tu credi che davvero la Chiesa sappia tutto questo? Credi ci sia un disegno, loro, preciso?
    Io ho paura di no. Io ho paura che sia involontario. Come un cattivo docente che crede che sia giusto essere maestro imperituro o come una mamma che non accetta la crescita di un figlio. Che poi il figlio cresca e se ne vada e maturi non era nelle sue intenzioni, anzi.

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  16. Mi sembra che voi vi stiate concentrando sul dito puntato verso il cielo, perdendo tutta la celestilità dell’universo!
    Gesù non ha mai scritto, è vero, allora perché tutti voi cattolici (io sono con Gesù e basta!), seguite ciecamente dei libri scritti da altri uomini che potrebbero aver ascoltato le parole di Gesù, interpretando erroneamente le stesse, durante la trascrizione?
    Perché vi fidate di libri come i vangeli canonici che sono stati resi tali dal desiderio di un imperatore che altro non voleva fare se non rendere eterno il potere di Roma?
    A quanto pare ci è riuscito se siamo qui a discutere di quente volte e con chi, un uomo come Berlusconi va a letto, senza preoccuparsi di persone come don Gelmini o il cardinale Marcinkus ad esempio, tanto per sconfinare nel campo economico, non venitemi a dire che Marcinkus non sia stato allontanato per quello che sapeva sul caso Calvi o addirittura PapaGiovanni Paolo I!
    L’unico insegnamento di Gesù è stato:”Amatevi l’un l’altro come io ho Amato voi!”, l’Amore sconfigge tutto, l’Amore quello vero però!
    Quell’Amore che voi non potete nemmeno sognare di possedere, “se uno ti schiaffeggia porgi l’altra guancia” e tutti a dire, non esageriamo!
    Esageriamo invece, perché, esagerando con l?amore, ne viene solo del bene!
    Siete tutti voi che siete come sepolcri imbiancati, fuori e dentro il Vaticano, tutti voi che non riuscite a perdonare a nessuno, pensando di essere su uno scranno edificato da Dio!
    Il Vaticano addirittura dà consigli su come votare o come amministrare il paese!
    No, così non va bene, almeno mi sembra.

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    1. Caro Davide,
      non riesco a capire bene a chi ti riferisci. Io e Marco stavamo discutendo su qualcosa di non banale, mi sembra, perchè il concetto di Chiesa e del suo obiettivo mi sembra tutt’altro che banale. Come non banale è la questione dei vangeli (canonici e non), che non si possono liquidare frettolosamente come hai fatto tu. Hai perfettamente ragione quando ricordi il primo e unico comandamento di Cristo: è appunto per quello che si discute di scelte politiche, economiche e non della cristianità, in primis rappresentata dal Vaticano. L’amore si deve tradurre in scelte, anche piccole e quotidiane, e in questo momento credo che tutti ci stiamo chiedendo la stessa cosa: in quale modo la Chiesa Cattolica sta mostrando di aderire a questo comandamento? Non sarò certo io a difenderti Marcinkus o preti pedofili. Continuo a non credere che, solo per il fatto di essere cattolico, debba essere accusato di connivenza, ma forse sono io a non capire.
      E comunque, è la prima volta che qualcuno mi dà del sepolcro imbiancato: epiteto che mi diletto sempre ad affibbiare ad altri, ma ogni tanto fa bene riceverlo indietro. ;-)

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      1. Caro Aubrey,
        forse sono io a non aver compreso appieno le vostre discussioni però mi sembra utile dire che, quando Gesù ha espresso il concetto di Chiesa, parlava della comunità che avrebbe portato al mondo la sua parola, ecclesia significa appunto comunità, come tu ben sai, il concetto di Gesù, che in quel caso si riferiva a Pietro, non voleva secondo me,istituire un’organizzazione di potere diretta da eletti ricchi e potenti che doveva dire agli altri come fare per entrare in Paradiso.
        Il vero nome di Pietro era Simone, egli era detto Pietro per la sua testa dura come la roccia nonostante il suo cuore fosse generoso e in apertura verso tutti, non dimentichiamo che è stato l’unico a dichiarare davanti agli altri apostoli che Gesù era il figlio di Dio!
        Cristo voleva dire che la comunità che doveva portare la sua parola, sarebbe stata costruita proprio su quelli come Pietro, duri nella testa ma aperti con il cuore, egli si offriva con Amore agli afflitti, ai poveri, a coloro che soffrivano ma che, nonostante questo erano pronti a seguire il percorso d’Amore che Gesù stava tracciando, nessun uomo sarebbe dovuto essere superiore agli altri e soprattutto, nessun uomo si sarebbe dovuto elevare a giudice nei confronti di coloro che sbagliavano ma ogni uomo, avrebbe dovuto fare del perdono e dell’Amore la sua spada!
        La Chiesa cattolica gestisce patrimoni immensi, io conosco bene diversi aspetti religiosi e non della storia cristiano-cattolica, ho cercato e ricercato la mia dimensione spirituale da solo anche cercando conforto in altre religioni ma alla fine, l’unica arma che mi ritrovo in mano e che mi dà la forza di parlare di Cristo è solo e sempre l’Amore per gli altri!
        Scusami se ho dato l’impressione di riferirmi a te con l’espressione “sepolcri imbiancati” ma la Chiesa deve cambiare, deve scendere in piazza con gli umili, non stare sotto braccio ai potenti.
        E’ tardi per questo e chi spera in una comunità che guardi solo al bene degli altri è un illuso, solo l’unione nel segno dell’Amore incondizionato e di conseguenza il perdono a chi lo chiede con pentimento ed umiltà potranno salvarci dal fango dove sta miseramente affondando la Chiesa cattolica cercando di sottomettere al suo volere più persone possibili senza discernimento alcuno.
        Ti ripeto, perdonami, mi sono inserito forse troppo brutalemnte in una conversazione non mia però questo argomento va affrontato con decisione, stare solo a parlare non serve, il prete che ha scritto quella lettera all’inizio della discussione, dovrebbe prima di tutto togliersi dalla Chiesa e poi parlare con il cuore in mano pronto a rimetterci di persona, con chiunque lo stia ad ascoltare senza criticare Berlusconi o altri politici perché tanto sono tutti nella stessa melma, non l’avete compreso?
        Discutono, dibattono, si accusano a vicenda di avere fatto questo o quello, senza pensare che intanto la gente soffre, non ha abbastanza di che vivere,perché vivere oggi costa caro, hanno insegnato alla gente che servono troppe cose inutili per vivere e la gente, basta che non abbia il computer o il telefonino e si sente persa, quando nessuno e mai veramente solo perché Dio è sempre con noi, in noi e sopra di noi!
        Io non ti conosco, mi sembri una persona in gamba allora prendi in mano la Spada che Gesù ha portato a noi e combatti, come dovrebbero fare tutti, combatti con il coraggio nel cuore e la forza dell’Amore!
        Ciao Fratello,
        Davide

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      2. Caro Davide,
        non ti preoccupare, senza alcun rancore. Avevo capito che ti eri perso qualche pezzo della lunga discussione.
        Ci troviamo più d’accordo di quanto sembri, e mi paiono interessanti le tue meditazioni su Chiesa e Cristo. Devo ammettere che sono molto ignorante in materia, ma la questione è fondamentale e spero di poterla affrontare meglio in futuro. Io sinceramente mi chiedo se un risposta possa essere uscire dalla Chiesa, ho molta paura della mia superbia e arroganza, in questo. Non ho nessuna intenzione intenzione di peggiorare la mia situazione spirituale, in questo senso. Il mio agone con la chiesa cerca di rimanere all’interno della stessa, ricercando una mia posizione e una mia verità. Non ho certezze e non voglio darne a nessuno. Sono piuttosto fondamentalista sul dovere di ogni singolo di affrontare un proprio percorso personale, scegliendo e sperimentando ciò che crede. Ma mi fa piacere parlarne e discutere e ascoltare altre esperienze, ci mancherebbe. Buon viaggio anche a te , Davide ;-)

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  17. Ciao a tutti,

    Vorrei far notare una cosa al blogger. Nella lettera pubblicata qui, rispetto a quello pubblicata da Repubblica, c’è un pezzo in più. Nel periodo “il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull’inazione del suo governo e sulla sua pedofilia”, il pezzo “sulla sua pedofilia” su Repubblica non c’è. Ora due sono le cose o è stato aggiunto da te o dalla fonte a cui fai testo o Repubblica l’ha tagliato.

    Sarebbe interessante saperlo, perchè la lettera è una sola, e sarebbe curioso sapere se Repubblica faccia censura.

    Ciao

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    1. Ciao Trinakrie,
      io ho preso la lettera direttamente da una mail arrivata da un amico, nella mailing list che ho citato a fine post.
      Ho chiesto a lui e mi ha confermato di averla presa da arcoiris, che a quanto so è stato il primo a pubblicarla. Non so però quale sia stato la fonte originale: se Farinella abbia davvero mandato la lettera ad arcoiris o se arcoiris abbia trovato da qualche parte e pubblicato. Io non ho assolutamente manomesso la lettera, questo è sicuro. Grazie per la notizia!

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  18. A me sembra una lettera molto bella quella di don Paolo al Cardinale Bagnasco. Fa riflettere quanto dice e non con astio, ma con sdegno cristiano, da chi si sente tradito dal proprio presule che non pronuncia parole di condanna, ma sembra succube, quasi affascinato da un uomo che si ritiene “unto del Signore” e usa una doppia morale, anzi agisce con scarsa morale. Non è lo sdegno di gente vecchia, ma di persone che hanno un senso della morale e del rispetto per gli altri, soprattutto delle donne ridotte a merce, per cui, a detta del suo avvocato, egli diventa l’ultimo fruitore, come se le donne fossero merce o qualcosa di peggio! Quanto è banale dire che don Paolo se ne deve andare, perché ha un posto e guadagna con il nostro 8 per mille. Ci autorizza a lanciare giudizi così poco caritatevoli e stupidi, per non dire rozzi, roba da mangiapreti ottocenteschi ormai non più di moda.Ma il signor o la signora hronic hanno forse cent’anni? Certamente poco rispetto per le persone e scarso senso dell’umorismo (anche nella scelta dello pseudonimo). Boh! La condanna al signor Berlusconi dovrebbe essere unanime per le gerarchie della chiesa. E poi criticare dal di dentro un’istituzione è più difficile che farlo dal di fuori. Bravo don Paolo e tanti auguri!!
    Licia Bertani

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  19. Caro Aubrey,

    anche io come te ho l’impressione ed il sentore che le gerarchie istituzionalizzate delle grandi religioni monoteiste fanno quello che fanno non per un “piano occulto” o segreto ma soltanto perchè ai loro alti livelli hanno da diversi secoli fatto delle scelte (a mio parere non propriamente cristiane) e queste loro scelte continuano a sostenere.

    Fortunatamente per noi esseri umani e per l’evoluzione generale dell’universo e del sistema solare e del nostro poco amato pianeta Terra le volontà di alcuni non possono fare granchè nello sviluppo previsto dell’evoluzione generale.

    Ecco allora che come tu scrivi malgrado la volontà della mamma o del papà di mantenere il figlio ormai cresciutello entro le loro fagocitanti braccia si vede il figlio ormai cresciuto allontanarsi da casa. Ed è un bene che lo faccia, non credi anche tu? (va bene che in Italia siamo famosi per essere i campioni dei “mammoni”, ma esiste ancora un limite a tutte le cose).

    Un pensiero lo dedico anche a DAVIDE, nel suo scrivere appassionatamente su Pietro ed il suo essere la prima pietra (questo pensiero poi si ricollega al nostro scrivere sulla figura della guida e del maestro che dovrebbe eclissarsi al momento giusto).

    Davide, giusto che Pietro nelle scritture viene indicato dal Cristo come la prima pietra sulla quale fondare il futuro sviluppo del cristianesimo, ma è anche vero che sono sempre le stesse parole del Cristo a dare a Pietro (ed alla sua “chiesa” petrina) un futuro limite di tempo. Vuoi sapere dove il Cristo predice questo “tramontare” della Chiesa di Pietro ed una futura evoluzione del cristianesimo?

    Lo dice nel vangelo di Giovanni, nel capitolo XXI (ventuno) dal versetto 19 fino al 23. Li riporto qui: “21,19: Questo gli disse per indicare con quale morte egi avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse: “Seguimi”.
    21,20: “Pietro allora, voltatosi, vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, quello che nella cena si era trovato al suo fianco e gli aveva domandato: “Signore, chi è che ti tradisce?”.
    21,21: “Pietro, dunque, vedutolo, disse a Gesù: “Signore, e lui?”.
    21:22: “Gesù gli rispose: “Se voglio che egli rimanga finchè io venga, che importa a te? Tu seguimi”.
    21:23: “Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: “Se voglio che rimanga finchè io venga, che importa a te?”.

    Ecco che si potrebbe leggere: dopo duemila anni ecco che arriva un nuovo cristianesimo, di tipo non più “Petrino” ma “Giovanneo”, di Giovanni. E’ naturalissimo che una chiesa che sente l’avvicinarsi di una “sostituzione” non sia disposta a farsi da parte gioiosamente.

    Per chi fosse interessato riporto fedelmente ed integralmente quello che disse e che scrisse Pietro Archiati sul volumetto “Mi ami tu più di costoro? – amore del corpo, dell’anima, dello spirito – volume 11 del commento al vangelo di Giovanni” di Pietro Archiati, edizioni Archiati, pagina 289:
    “Il discepolo che il Cristo ama è quello che ha dietro a sé l’infanzia e l’adolescenza ed adesso comincia ad essere autonomo. In altre parole, i discepoli che il Cristo conduce sono i discepoli bambini; i discepoli che il Cristo ama, da pari a pari, sono i discepoli adulti, che diventano spiriti autonomi. Quindi il tuo Cristo “ama” gli spiriti autonomi. E gli spiriti non ancora autonomi? Padronissimi di esserlo, perchè sono ancora bambini, e quelli non li può amare da pari a pari: li deve condurre”.

    Io sono d’accordo con il pensiero qui espresso di Pietro Archiati. Altri spunti per me degni di riflessione e di meditazione spirituale sul link web: http://www.liberaconoscenza.it

    Buona festa di Roma a tutti, oggi.

    Marco Don

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  20. Questa è la risposta che ho scritto in un altro blog, voglio porla alla vostra attenzione: “Reverendo don paolo,
    sono un semplice seminarista di una piccola diocesi che le scrive, con rispetto e predisposizione al dialogo, per dirle che a mio modesto parare, seppur gli argomenti validi,le sta facendo una cosa sbagliata.
    Il mio dire trova le sue argomentazioni nella seguente frase: “il fine non giustifica i mezzi”
    Il suo fine probabilmente sarà quello di cercare delle risposte cercando un confronto con giovani e non, ma mi preme dirle due cosa: 1) Lei rimprovera all’inizio al card. Bagnasco di non riuscire a fare bene il suo dovere per i ruoli che ricopre, beh penso che i suoi doveri, da prete, e non so, forse anche parroco, non sia quello di scrivere su un blog, dividendo i pareri, su una causa, che in giusto modo, penso si stia trattando,ma quant’altro “pascere” il gregge di Dio che sta nella chiesa, che evidentemente non è composta soltanto dalla gerarchia ecclesiale.
    2) Dicevo i suoi intenti possono essere stati dei migliori…..
    ma vede questa è ormai una questione politica, xk tale è diventata, e allora dovrebbe rendersi conto che schierarsi così apertamente potrebbe comportare un suo tale coinvolgimento da orientare chi legge, che spesso, purtroppo, non ha un’ottica critica delle cose, contro tizio o caio.
    Vede,Cristo stesso, e lei lo sa, ci insegna che la Verità si cerca in tutt’altro modo che in internet.
    “Io Sono la via, la verità e la pace” leggiamo,infatti, nel vangelo.
    E’ Cristo la Verità e Lui stesso ci invita a stare al nostro posto e a fare il nostro dovere xk x qst siamo chiamati poichè siamo tutti miseria. “Quando avrete fatto il vostro dovere ritenetevi servi inutili” ancora leggiamo in un altro passo del Vangelo.
    Dunque, arrivo alle conclusioni, reverendissimo, penso che debba cercare altrove ed in maniera sommessa la verità di modo che non si cambi essa, con il suo alto senso, con una forma di rivolta non fruttifera.
    in attesa di un confronto, magari privato, la saluto.

    Questo riscrivo anche qui perchè mi pare assurdo che persone consacrate e cioè che hanno dedicato la vita a Cristo perdino tempo, xk questo è, a scrivere su questi blog, peraltro apertamente schierati politicamente, quando per il mondo si ha bisogno di annunciare Cristo, di parlare ai cuori della Divina Misericordia di Dio. Non siete stati consacrati per questo, ma per portare Cristo ed infiammare il mondo con il Suo Amore. Lo si capisce questo o no???
    Smettetela di fare parole insignificanti e non coerenti, cristianamente parlando, e imparate ad Amare.
    Concludo con due citazioni di Nostro Signore: “Amatevi gli uni gli altri…amate i vostri nemici, che merito ne avrete ad amare chi vi ama, non fanno così anche i malfattori?!”
    “Nella misura in cui giudicate sarete giudicati!!!”

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    1. Caro seminarista,
      benvenuto. Giusto per precisare, qui il bloggante non è un consacrato, ma un semplice battezzato che cerca la Verità a suo modo.
      Detto questo, mi sembra (parere mio!) che sia un po’ troppo semplicistica la divisione di doveri che stai facendo. Un prete, ed un cristiano in genere,
      devono agire a tutto tondo, non evitare di invischiarsi in fatti che esulano dal mero e quotidiano pascere le pecorelle. Anche perchè il pascere passa spesso per la politica. Scrivere su di un blog è un’attività come un’altra, e può essere un’ottimo strumento di dialogo e lettura di altrui pareri, pensieri, opinioni. Nel mio piccolo, aver postato una lettera non mia mi sta facendo conoscere decine di persone diverse che da una lettera del genere si sentono chiamate in causa come mi sento io, e io questo lo chiamo incontro e dialogo.
      Io, sinceramente, capisco sempre meno espressioni quali “infiammare con il Suo Amore” (che mi ricordano, ma forse esagero, una matrice culturale abbastanza precisa), perchè solitamente rimangono lì, a mezz’aria, senza arrivare al punto. Cosa vuol dire, concretamente? Accogliere ed amare il prossimo tuo, visitare i carcerati, sopportare le persone moleste? OK, allora cerchiamo di chiamere queste cose anche con il loro nome, non trinceriamoci dietro discorsi da Padre Livio o devozione mariana spinta.
      Hai ragione quando ricordi le parole di Cristo sui servi inutili, perchè l’eroismo cammina di fianco al baratro della superbia, dell’affermazione di sè, della violenza, anche. Credo sia difficilissimo essere eroi e sentirsi comunque servi inutili, essere divorati dallo zelo per la Casa e sentirsi polvere. Forse nella sua violenza e arroganza il buon Farinella sbaglia tono e predisposizione d’animo. Ma non sbaglia una virgola sui contenuti e sull’indignazione che prova e su questo io non voglio transigere. Chiunque si senta offesa da una lettera del genere mi rinfaccia il tono e l’arroganza e non spenda una parola per difendere il messaggio che questa lettera vuole portare. Ed è questo voler guardare il dito e mai la luna che continua a far vincere chi sepolcro imbiancato e ricco epulone ed empio lo è davvero e gode di queste anime pie che continuano in ogni modo a fare il suo gioco. Cristo è stato pacato (non sempre), ma la Verità non ha mai smesso di dirla. Ha chiamato i ricchi e i potenti sepolcri imbiancati ed empi e li ha condannati per le loro azioni ed ha detto che era più facile per una fune passare per la cruna di un ago. Perchè sapeva, e lo sapeva sulla carne, dopo quaranta giorni di deserto passeggiando a fianco del Male, che il potere da alla testa ed è la tentazione più sottile e potente e diabolica.
      E per fortuna saremo giudicati non secondo le nostre misure, chè tutti saremmo condannati: ma sinceramente preferisco rimanere nel mio eccesso di fame e sete di giustizia che rintrare nelle fila dei rassegnati.

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  21. Letta la tua risposta mi accingo a precisare alcune cose che forse ti sono sfuggite.
    Nella mio parlare ho tenuto a precisare che ciò in cui si sta sbagliando siano i mezzi e non i fini e che quindi gli argomenti di don paolo possono essere anche validi. Questo non l’ho messo nemmeno in discussione perché in un certo senso non mi riguarda.
    Sono i mezzi che si sbagliano… ha ragione quando, concordando con la citazione evangelica, che spesso ci si lascia prendere dal furore. Ecco l’errore. L’uomo, un consacrato specialmente deve guardare e sforzarsi di cercare quella verità vera, quella pace che non è la pace che spesso noi cerchiamo. “Vi do la mia pace non come ve la da il mondo”.
    E questo di certo non può avvenire in questi modi!
    Beh certo, come tu dici, Cristo non ha smesso mai di annunciare la verità, ma sono sicurissimo, e vangeli mi danno modo di pensarlo, che se Cristo verrebbe nuovamente, certamente non sveglierebbe internet per cercare la verità. lui cercava il dialogo, il contatto con le persone e non si trincerava dietro a polemiche pubbliche né approfittava della morale per fare politica. Cristo è vero a volte giudicava, ma lui poteva permetterselo, noi no, specialmente nei confronti di chi sta sopra di noi.
    Intendo precisare che il mio dire non è riferito a chi scrive sul blog, che evidentemente da laico non ha alcun vincolo per poterlo fare, ma a quanti consacrati, come don paolo, perdano tempo, molto tempo, a tentare di diventare “eroi”.
    Infine vorrei porre una precisazione a quanto lei scrive riguardo alle espressioni da me usate come “infiammare di amore” ecc …
    Beh vede un consacrato è chiamato a portare Cristo nel mondo e come?
    Semplicemente dando la propria testimonianza coerente di vita giorno dopo giorno.
    Ponendosi dalla parte dei semplici, donando una parola di sollievo a chi è nella disperazione, facendosi mediatori di quell’Amore che ci ha donato tutto. Beh certo non può avvenire, però, se non se ne fa esperienza in primis. Ecco perché allora risultano tentativi sbagliati questi. Semplicemente perché non rientrano nelle priorità di un consacrato né nei doveri. Don Paolo calandosi in questo “girone mediatico”, esponendosi in maniera aperta, non soltanto non tratta di politica, come ci suggerisce la lumen gentium, ma fa politica e rischia anche di allontanare quelle persone che gli stanno affianco, rischiando di fallire nel suo impegno primario preso durante il rito di ordinazione. Giovanni Paolo II e prima di lui Paolo VI hanno lodato i mezzi di comunicazione di massa tra i quali ora rientra anche internet, ma bisogna saperli usare. Io anche avevo un blog abbastanza frequentato, ma lo usavo per aprire discussioni su temi vari, amore, religione, riflessioni di ordine quotidiano, senza mai perdere di vista il mio di ruolo e senza mai cadere nel fanatismo acceso.
    Il mio argomentare non toglie che per i laici è + che giusto discutere, anche attraverso internet, essi non sono figure rilevanti come un sacerdote e non hanno i loro compiti.
    spero di non dover più replicare a presto….mi unisco comunque sia a valentina che dice: “Cristo non prendeva di mira persone specifiche, ma i peccati o al massimo classi sociali”.
    La morale non deve servire per fare politica!

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  22. I RAGAZZI DEL CORO

    Caro Aubrey e caro seminarista,

    purtroppo troppe volte si ha testimonianza di prediche e di razzolamenti diversi dalla parola enunciata dall’alto del pulpito nelle funzioni religiose.

    Ecco che davvero gli interventi di seminarista mi lasciano un sapore di “io so e voi no” in bocca, nella mente e nel cuore.

    Si dice che uomini consacrati non dovrebbero usare gli strumenti (si potrebbero forse anche chiamarli “maligni”?) mediatici che la rete di Internet offre da qualche anno a tutti gli esseri umani di quasi tutti i paesi del mondo e poi ci si dimentica che ormai anche il Papa e tante tante organizzazioni religiose di vari tipi ormai usano Internet intensamente (il Papa ed il Vaticano hanno ormai anche una loro sezione personale anche su Youtube.com e non soltanto un sito web e diverse stazioni radio).

    Anche io come te Aubrey sono stato colpito (in positivo!) dalla lettera di don Paolo e senza di essa mai avrei conosciuto il tuo blog, mai avrei scambiato alcuni miei pensieri con te, mai avrei letto gli interventi di seminarista (di cui non condivido il pensiero) e mai avremmo potuto intavolare questa conversazione e scambiarci idee, entusiasmi e convincimenti.

    Una fra le varie idee di seminarista che mi lasciano dissenziente è quella che dice di usare “vie private” per comunicare stati d’animo e di pensiero dissenzienti e non invece una via “pubblica” ed a tutti accessibile. E perchè mai? E che la luce deve essere posizionata sotto il tavolo e non invece in alto, in modo che la luce possa rischiarare tutto all’intorno?

    Lo “scandalo” qui come in numerose altre situazioni verrà portato non dal clamore di una presa di pensiero decisa e motivata, sostenuta con vigore e con energia, quanto piuttosto dal debole tentativo di nascondere un errore di comportamento e di non comportamento: per esempio un errore di comportamento è quello di voler tacitare e di voler insabbiare miseramente le diverse situazioni di violenza sessuale compiute (in passato ma ancora oggi) da parte di religiosi consacrati e verso la categoria dei bambini (la fascia più debole in assoluto, un fare davvero empio); invece un esempio di omissione è dato dall’ultima cronaca di oggi che vuole il portavoce ufficiale del Vaticano negare una qualsiasi presa di posizione ufficiale sull’ultima legge del parlamento italiano sulla presenza di essere umano “clandestino” in Italia (ormai divenuto reato per stato di fatto, per diritto di nascita, ahimé).

    Ecco, se di “peccato” nel senso religioso del termine si vuole parlare questo peccato non sarà la parola gridata o vigorosa di un Don Paolo o di altro religioso come lui, quanto piuttosto la troppo a lungo ripetuta omissione di azioni che invece avrebbero dovuto vedere la luce.

    Caro Aubrey, ricordi un pochino l’elenco fatto dal Cristo in occasione del suo dipingere un giorno del giudizio universale finale? Ero affamato e non mi avete sfamato, ero nudo e non mi avete vestito, ero stremato e non mi avete aiutato: noti anche tu una particolarità di questo abbozzo di esempio? Si, è davvero questo, si tratta di un elenco di sole “omissioni”, di mancanze di azioni, visto che se non si prova per nulla a fare qualche cosa non potrà mai venirne fuori niente di buono.

    Ecco allora che la “non omissione” di Don Paolo Farinella è davvero benvenuta, che ce ne possano essere mille di simili esternazioni. Con la buona pace dei vari seminaristi che vorrebbero ancora cucire le bocche delle voci “fuori dal coro”.

    Buona domenica ed a presto rileggerti.

    Marco Don

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  23. Caro seminarista, Marco Don ha risposto anche per me. Ho già scritto precedentemente che non sono un sostenitore della “prudenza” così amata dalla gerarchia ecclesiastica, nè dal “troncare, sopire” che agli estremi diventa connivenza, omertà e complicità in atti empi come la pedofilia. Non voglio tirare in ballo cose che qui non c’entrano, semplicemente far notare che alla base di due azioni diverse vi è lo stesso atteggiamento di prudenza, per lavare i panni sporchi in casa. E in questo c’è forse ancora il retaggio (che, caro seminarista, traspare un po’ dalle tue parole) per cui il popolo di Cristo sia in qualche modo inferiore ai presbiteri e ai consacrati in generale. Uno il gergge e gli altri pastori (o co-pastori del Buon pastore).
    Non a caso insisti così tanto sui doveri del consacrato.

    Ad ogni modo, liberissimo di non replicare per sfruttare al meglio il tempo per istanze pastorali: io non ci vedo niente di male ad utilizzare un mezzo come un altro per venire incontro a dubbi e opinioni e dispute che toccano la carne viva della comunità cristiana, ma posso comprendere le tue ragioni. By the way, Farinella NON ha un blog, la lettera l’ha mandata, se non erro, a Pax Christi.

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