Complessità, comprensibilità

Il blog di Christian inizia a riempirsi di contenuti, e questo mi fa estremamente piacere. Lo conosco da più di un anno, abbiamo collaborato insieme per realizzare le Pinguide, per tirare su e gestire il Cantiere, spendendo centinaia di ore su Skype, fra Oslo, Modena e Bologna.

Scrivo questo post un po’ obliquo per sottolineare un aspetto che ritengo importante del suo lavoro, del suo pensiero, e che faccio completamente mio.
Un concetto profondo, che rimane sempre sottopelle, e di cui pochi, in generale, parlano. Mi permetto di sintetizzarlo così, se vorrà lo correggerà:

Il mondo è complesso. La complessità è multidimensionalità.
Tutti abbiamo il diritto di comprendere la complessità. Tutti abbiamo il dovere di comprenderla.

Che il mondo sia complesso è un dato di fatto. Complessità è diventata una parola comune, perdendo però completamente ogni riferimento a tutto quel pensiero scientifico che cerca di elaborare strumenti per gestire la complessità.

Complessità è avere più facce, essere intrisicamente pieni di pro e contro, essere sfumati, sfocati.

Ora, la realtà è per definizione complessa. Umanamente, siamo portati alla semplificazione, all’omogeneizzare una parte della realtà per poterla gestire più comodamente. Ogni aspetto della realtà, ogni dimensione, potrebbe essere seguita e studiata, sviscerata in tutti i suoi particolari.

Ma studiare tutto è impossibile. Ci vuole tempo, denaro, voglia, impegno. Per questo noi umani abbiamo la spiccata tendenza a delegare gli esperti, i tecnici, gli studiosi a masticarci la realtà e a fornircela già digerita. Ora, questo non è un problema, finchè non sopraggiunge la pigrizia e l’idolatria della competenza. Ascoltare chi è competente e specializzato è sacrosanto, non lo è rifiutarsi di avere un proprio pensiero ed una propria opinione sulle cose. Opinione che deve essere ponderata e suffragata da fatti, da studi, da esperienza.

Come abbiamo scherzato più volte, Christian funziona come un algoritmo di visita Depth First Search: affronta sempre il nuovo argomento (nodo), aprendo una parentesi dietro l’altra. Metodo che funziona, se uno ha l’equilibrio ogni tanto di tornare indietro e chiudere qualche parentesi rimasta aperta. Così è successo con l’origine del Male, poi con il videoblog sulla proprietà intellettuale, infine con il software libero ed il progetto Cantiere.

Sempre una tensione fra l’approfondire temi importanti e cercare di portarli alla gente comune. Credendo che la complessità sia un fatto che vada affrontato seriamente, ogni volta.

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