Untitled

Ogni tanto mi viene da pensare a quel giovanotto di Galilea, che dopo una giornata di lavoro magari, sai di quelle pesanti, che porti il comodino alla signora e non le piace che lo voleva più basso, e tu che lo metti a posto lì davanti con lei che sbuffa e dice che ti devi tagliare i capelli che sembri un “cantante rock” (perchè così dicono le signore, sei un cantante rock, non pop e neanche neo-melodico, che quello gli ci garba un po’) ; dai, di quelle giornate pesanti che torni a casa tutto polveroso e un po’ scazzato e anche il mulo è più lento del solito; dico, in quelle giornate che fermandosi al tramonto, e guardi il mare di Galilea e ti viene qualcosa in gola, e ti viene da sussurrare: “Io sono l’anelito.”

Cioè, secondo me Joshua la mattina quando si alzava, e ancora assonnato si alzava senza caffè perchè la dovevano ancora inventare la moka, poi figurati il caffè era dall’altra parte del mondo e la terra era ancora piatta, che si alzava e si rendeva conto di essere Dio… bhè, secondo me ogni tanto gli veniva un coccolone.

Io da bambino ci pensavo spesso che ti alzi la mattina e dici: “Ah si, è vero, io mi chiamo Andrea e faccio la quarta elementare”, e lui si alzava e diceva “Io sono Joshua e faccio il Dio”, eh, mica male pensavo io, ti alzi e ti ricordi che sei Dio, e se non hai il caffè, zac, crei l’america così qualcuno la scopre e ti porta il caffè in giornata, che per te mille anni sono come un giorno e magari ti arriva ancora caldo.

E’ che sarebbe importante saperlo.
Cioè, cosa pensava Joshua a 24 anni? A 23, a 25 e mezzo? A 15?
Come c’era arrivato, che esperienze aveva avuto? Possibile che dell’uomo più importante della Storia ci siamo persi gli anni dell’adolescenza e della gioventù e nessuno dice niente? Come guardava le ragazze, si era mai innamorato? Ha mai provato l’abbraccio di una donna, una carezza, un bacio?

E poi sembra che non freghi niente a nessuno. A catechismo ti insegnano una marea di banalità che passi il resto della vita per estirparle. Io ho un senso di colpa instillato nelle vene che se lo vendessi a peso farei affari d’oro.
E quando invece vorresti sapere dell’esperienza di uno che sapeva la sua, uno che sarebbe potuto essere il tuo migliore amico di sempre semprissimo, uno che gli avresti pagato da bere per sempre per avere un consiglio, un opinione… Bhè, niente, qualcuno ha ritenuto che la storia dovesse essere raccontata da dopo, quando il carpentiere ha deciso che era giunta il momento ed era giusto partire e camminare e fare miracoli e insomma, si, cambiare la storia, croce, Resurrezione, Rivelazione, tutto il popò di roba che c’aveva in lista.

Che ogni tanto penso che secondo me se sapeva come si comportavano quelli che gli hanno copiato il nome non era tanto contento, e ci ripensava un attimo e gli diceva: “Ehi, oh, ma io non ho mai bruciato tagliato la gola a nessun turco dicendo che ‘Dio lo vuole'” “Ehi, tu, Urbano, lasciami stare Galileo, è un mio amico, c’ha ragione ti dico, l’ho fatto io l’universo, lo saprò bene come girano i pianeti!” “Borghezio! Borghezio!!! Togli il mio nome dalla Padania che non l’ho nemmeno creata e mi fa anche un po’ schifo scusa, se proprio voglio avere un paese mio mica vengo a Milano, c’è tanti bei posti nel mondo che ti pare vengo lì da voi che c’avete solo la nebbia… ”

Insomma, cose così. Io me lo immagino sempre che si prepara, sai un po’ come le scene di Rambo, con gli anfibi, la fascia rossa che era fichissima, sì insomma una scena così; cioè io me lo immagino che prepara la sua sferza di cordicella, e secondo me la prepara bene, un po’ in fretta ma fa i nodi giusti, che appena ti arriva nel sedere la senti, e poi spam, pum, sgnac, a dargliele ai mercanti nel primo cortile e ai venditori di colombe, rovesciando i tavoli e spatasciando tutto, perchè come diceva il vecchio Bud non c’è peggior cattivo di un buono che diventa cattivo, e Joshua era buonissimo, una pagnotta.

Ecco, tutto questo, e nessuno in tutta la teologia e la storia e il catechismo che mi dica chi era davvero il mio amico Jeshua, se gli piacevano più le patate o la focaccia azzima, cosa gli piaceva fare nel tempo libero, se era bravo come me a giocare a ping pong. Come ha fatto ha superare da Dio i 15 anni e gli ormoni che li vedi e li chiami per nome. Come ha fatto a superare la prima cotta. E la seconda. E la terza.

E che cosa pensava all’una di una notte insonne quando aveva la mia età, e nessun blog dove scrivere cazzate.

4 pensieri su “Untitled

  1. LA VERITA’, VI PREGO, SULL’AMORE

    ” A Catechismo ti insegnano una marea di banalità che poi passi il resto della vita ad estirparle” . touchée.
    Questa è una cosa che mi sta sui nervi da sempre.
    Da piccola piccola vai a catechismo e più o meno accetti tutto il pacchetto di pregiudizi,dogmi e false notizie che la Chiesa ha messo insieme nei secoli,il tutto presentato lì ,in mezzo alla Verità.
    Poi però diventi meno piccolo|a e spuntano le prime domande.
    Ti chiedi, per esempio, se quel Jeoshua che hai conosciuto ed amato tu sia lo stesso modello barbuto (come lo vede quel semo di Zeffirelli) che difende strenuamente famiglie in stile DC|mulino bianco da orde di omosessuali, comunisti, divorziati, che si diverte a far fare al povero padre di Eluana una vita da cane, e che raccomanda agli africani di non usare il preservativo ,perché non sta bene.
    Meccanismo frequente nell’Amore, è quello di essere, per così dire,”gelosi” anche della propria “visione” dell’Amato: nell’amare X, io colgo di lui alcuni aspetti , lo vedo in un certo mio modo , lo Riconosco. [mi sa che qsto concetto barthesiano l’avevo già usato parlando della Campo.., cmq..]Se qualcun altro oppone alla mia visione la sua , e non collimano per nulla , mi sento in qualche modo urtata|o, e mi chiedo :l’Amato è quello che vedo io o quello che vedono loro?
    Sono geloso\a della mia propria “sensibilità”
    Io mi chiedevo perchè dovevano essere per forza gli altri del gruppo -quelli che ascoltavano e condividevano i pensieri del conformista capo animatore – ad avere in mano la Verità su Cristo. Per quale motivo loro lo amerebbero “di più” ? E perchè un alto prelato -che d’accordo, saprà molta più teologia di me- dovrebbe essere anche più “sensibile” e più atto a comprendere le Scritture? [quando spesso ,si sa, per arrivare in alto bisogna scendere a compromessi, e non essere poi tanto “puri”?]
    Io sovente venivo messa a tacere , la risposta più comune era :” Se ti fai queste domande vuol dire che nn credi abbastanza , che non hai abbastanza fiducia nella Chiesa . Ti devi correggere.”
    E così i cari animatori(non tutti,a onor del vero)mi lasciarono sola con la mia cosìdetta “fede individuale”.
    Ma penso che ci voglia un pò più di rispetto per le “fedi individuali”.
    Quando si ama una persona ( anche e soprattutto nel senso di amicizia),avviene spesso di vagheggiare chiedendosi che gusti abbia questa persona, cosa gli piaccia mangiare ” se è bravo a giocare a ping pong”( ;-) ). Si ha il desiderio di conoscere tutti i piccoli grandi dettagli su questa persona , se ne vogliono cogliere tutte le sfumature.
    Ma di questo “sintomo d’amore”, di questa Sete di conoscenza dei credenti ,quelli là a Roma( forse è la città il problema , vista anche la nostra classe politica…) paiono non farsene nulla.. lo gettano spesso ai cani e agli uccelli dell’aria .. Peccato .
    Per fortuna però, ci sono i vari Martini, Weil,Mancuso,Kierkegaard, e compagnia bella a rispondere a certe tue domande ( non tutte purtroppo : alla domanda “Ma io a Gesù gli sto simpatica?per esempio, non so cosa mi potrebbe dire Martini..:) e a fare le veci di chi mi avrebbe dovuta “educare”..

    [sorry per il commento lungo un giorno su un blog che non è mio ma tuo..]

    [..ma l’argomento mi sta a cuore e dovevo farlo questo “outing” :) ]

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