Lettera a Valerio Di Stefano

Egregio sig. Valerio Di Stefano

in riferimento a quanto scritto da lei nel suo sito,
http://www.valeriodistefano.com/public/post/wikipedia-l-ignoranza-che-paga-e-la-poesia-ignorata-dagli-ignoranti-1361.asp
vorrei farle notare che:
* Wikisource è una biblioteca libera, che nasce esattamente dallo spirito e con la collaborazione del Progetto Gutemberg, che lei sembra apprezzare
* Wikisource è una biblioteca libera in lingua italiana, per cui il sonetto citato è già stato cancellato (probabilmente verrà trasferito nella Wikisource portoghese)
* il sonetto citato non era stato formattato, e dato che il software MediaWiki non “legge” i normali a capo, la poesia era visualizzata non correttamente, come da lei evidenziato.

Le faccio inoltre notare che, stando alla cronologia della pagina, l’IP 79.16.48.185 alle 11:25 del 4 gen 2009 ha inserito il testo, e l’amministratore Snark alle 11.48 l’ha cancellato.
Ora, che lei scriva un post di un blog (senza commenti abilitati, mi pare) denigrando un intero progetto per una cosa del genere mi sembra un pochino esagerato.
Mi sarebbe piaciuto postare questo nei commenti del suo blog, ma non mi paiono abilitati.

Se vuole fare un giro per Wikisource, e vedere ciò che facciamo e come lo facciamo, è il benvenuto.

Cordiali saluti

Utente:Aubrey

8 pensieri su “Lettera a Valerio Di Stefano

  1. Mi trovo d’accordo in quanto il signor Valerio Di Stefano ama molto criticare il lavoro altrui ma non da la possibilità di commentare gli interventi che inserisce nel suo blog per paura di essere criticato! E siccome lei critica molto questa enciclopedia libera perché continua ad usarla? (e non dica che non ne fa uso, altrimenti non avrebbe nemmeno trovato l’errore).

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    1. Non capisco la seconda parte del commento, stiamo parlando di Wikisource (e non di Wikipedia).
      Io Wikipedia la uso quotidianamente e non la critico praticamente mai, e solo con persone che la usano e la conoscono.
      Ad ogni modo, il signor Di Stefano evidentemente non gradisce molto il contraddittorio…

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  2. Credo che il Professor Valerio Di Stefano non disprezzi affatto il contraddittorio, tanto che ha ospitato sia la lettera qui pubblicata che una sua risposta (che, invece, questo blog non ospita, ma non importa, a lui questo non interessa).

    Quanto al fatto che il suo blog non ospiti commenti credo che siano scelte sue, ognuno si regola come meglio crede. In fondo sul suo blog è a casa sua.

    Circa, poi, le critiche al lavoro altrui, i contenuti di Wikipedia e di Wikisource sono lì e parlano da soli. Pretendere che la gente li prenda per buoni o per oro colato, senza nemmeno volersi assumere la responsabilità dei propri errori e delle proprie incongruenze è tipico di chi non ha di meglio da fare.

    E, comunque, il Professor Valerio Di Stefano ritiene che se un suo intervento ha causato tanto astio, qualche ragione c’è. Ma, tanto per cambiare, se ne frega.

    Il Professor Di Stefano non consiglia mai ai suoi alunni di consultare Wikipedia. E se per le loro ricerche inerenti la sua materia copiano e incollano da Wikipedia prendono 4, che è anche troppo.

    Sentitamente.

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    1. Uno che si autonomina “Professor Di Stefano” deve per forza essere un coglione.
      (nient’altro da dire – passavo di qui per caso)

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  3. No, Aubrey, ti prego non lasciare l’err… ehm l’orrore! :) Non si può proprio guardare! :)

    La persona che critica Wikisource per aver pubblicato i discorsi di Mussolini (discorsi in PD ma secondo lui sotto copyright) è lo stesso che pubblica su Vimeo diversi video coperti da copyright?

    http://vimeo.com/user2355798
    http://vimeo.com/7005800

    Ma il copyright non vale anche per i video?

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