Lo sperma dei papa boys

“La XV Giornata Mondiale della Gioventù fu un evento di dimensioni ciclopiche. Per darne una misura, basti pensare agli oltre 200.000 preservativi che i netturbini romani raccolsero nella piana di Tor Vergata, dove aveva pernottato in sacco a pelo buona parte dei 2.500.000 di fedeli che il 19 agosto 2000 avrebbero assistito alla messa con la quale Giovanni Paolo II chiudeva il meeting.
Sette quintali di lattice e sperma sono un argomento di discreto peso in favore dell’utilità del preservativo contro il rischio di gravidanze indesiderate e di malattie infettive a trasmissione sessuale, tanto più se così emblematicamente riconosciuta da un campione a buon titolo rappresentativo del mondo cattolico. Più di 200.000 preservativi usati in una sola notte, inoltre, sono un record che l’Africa difficilmentepotrà insidiare.”
(Malvino, Sette quintali)

Ok, Volevo partire da questo come una conferma (come se ce ne fosse bisogno…) che le Giornate Mondiali della Gioventù siano (soltanto) un immenso evento mediatico, in cui si esalta emozionalmente una pletora di giovani per poi mandarli a casa con il ricordo di una bella avventura e “ma quanto erano fighe le svedesi?“.

Io partecipai a Parigi nel ’97 (avevo 13 anni, con la mamma ;-)) e Roma nel 2000 (dopo un meraviglioso pellegrinaggio di 17 giorni, 550 km e innumerevoli nutelline, banane ed oro saiwa), e già all’epoca mi resi conto che c’era qualcosa che non andava: insomma, il tutto era molto esaltante ed eccitante, ma ero decisamente più preoccupato delle ragazze e dell’avventura in sè che del GMG in quanto evento religioso. Non c’è niente di male a socializzare con le svedesi (anche le estoni non sono male), ma questo non può essere il motivo principale per partecipare (come puntualmente ho sentito da più di un papa-boy in questi anni).

Le GMG non servono a costruire una fede, ad approfondire un rapporto con il divino, ad avvicinare la Chiesa ai giovani e i giovani alla Chiesa, ma servono ad esaltare, ad eccitare, a creare un evento: le prime motivazioni buone ad un giovane per partecipare, le seconde comode alle gerarchie per mostrare il proprio (apparente) esercito di papa boys.

A voi non sconvolge che 200.000 preservativi siano stati trovati a Tor Vergata? A me fa ridere. In tutti i modi si possa guardare la faccenda, la Chiesa ne esce malconcia:

  • L’insegnamento ufficiale della Chiesa sulla sessualità è buono e giusto ma i papa boys, nella notte della veglia, appoggiano la lanterna di coccio e trombano nei sacchi a pelo
  • L’insegnamento ufficiale della Chiesa sulla sessualità è buono e giusto, ma la Chiesa non si spiega molto bene ed i papa boys sono un po’ smarriti in questo mondo secolarizzato
  • L’insegnamento ufficiale della Chiesa sulla sessualità non è buono e giusto e i 200.000 preservativi (portati scientemente per il dopo-veglia) stanno lì a dimostrarlo. Ovviamente c’è chi va là in buona fede e perfetto spirito cristiano, ma il prototipo del papa boy che ho in mente è quello del bravo parrocchiano: chiesa e oratorio, catechista e animatore, voto pdl o casini perchè no aborto, no divorzio, no staminali, viva il papa e l’islam potrebbe anche stare a casa sua. Se vi ritrovate nella descrizione, prima di arrabbiarvi sappiate che qui voglio discutere la mediocrità e la superficialità di certi eventi (e di certe persone). Il fatto che alcuni eventi come le GMG siano divertenti, esaltanti od eccitanti non basta a renderli sbagliati, anzi: nei viaggi in Romania il far parte di un gruppo era assolutamente fondamentale. Perchè il gruppo può opportunamente supportare ed anche divertire o distrarre, quando è il momento. Ma il gruppo ha ovviamente i suoi equilibri sottili: più è numeroso, più vi sarà rumore. Per sua stessa costituzione, la GMG è dunque un evento di distrazione di massa: c’è tutto da vedere (le svedesi di cui sopra) tranne che seguire una meditazione, e tutto da essere eccitati tranne che una veglia o una messa. Sembra tutto costruito perchè tu possa davvero non seguire niente, non pensare niente, non riflettere, meditare o pregare. Niente silenzio, solo canti, concerti, balli, bans e svedesi. Se io volessi davvero che tu stessi nel silenzio a pregare, non ti butto in mezzo and un mega-evento con 3 milioni di giovani. Esperienze di fede più significative ve ne possano essere centinaia, dalla mensa dei poveri alle case della carità, esercizi spirituali, viaggi in missione: qualunque cosa che abbia la forza di toglierti da una situazione di equilibrio e farti affrontare più seriamente chi sei e le domande che solitamente non ti fai. Io ricordo che negli esercizi spirituali per me più profondi ed incisivi ho anche bestemmiato: perchè arrivi a scavare in fondo, oltre la patina della retorica e delle risposte facili. Faccia a faccia con quello che è un mistero, il mistero di credere in Qualcosa o Qualcuno quando tutto il mondo è un’enorme dimostrazione dell’inesistenza di Dio. Se Cristo fosse davvero così facile da comprendere, non l’avremmo certo crocifisso. Non ci sarebbe sicuramente bisogno di una Chiesa, a tanto più di una Chiesa che si ripiega a pseudo-Woodstock cristiane per far credere che “Gesù è bello“.E comunque, tutto lo spumeggiare emozionale della GMG è evaporato al mattino, a messa finita. La discarica lasciata nel campo di Tor Vergata dopo la GMG era uno scempio bello e buono. Non ho idea delle tonnellate di cibo che siano state buttate via, con scatolette e pacchi di roba ancora chiusi. Bastava andare via per ultimi per comprendere come fosse stato tutto molto poco cristiano.
  • 7 pensieri su “Lo sperma dei papa boys

    1. Ciccio, ma chi ti dice che i 200.000 preservativi (ma che, li hanno contati?) non fossero lì da prima del soggiorno dei papaboys?

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    2. Ancora con questa storia?? Non sono mai state pubblicate foto né video di tutti questi preservativi e con tutta la stampa che era lì presente non vi pare strano che nessuno documentasse questa sfrenata attività di sesso, che a cielo aperto e dentro dei semplici sacchi a pelo non sarebbe certo passata inosservata?!
      Non so a quale GMG sei stato, ma io ho partecipato sia a Parigi che a Roma e ho vissuto molti momenti di silenzio, preghiera e meditazione, non solo balli, canti e esaltazione!! Dipende anche da con quale spirito ci vai…

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    3. Io a Roma c’ero!!! E chi pensa o apppggia questo articolo non capisce veramente un cazzo!!! Fatevi una vita e non inventate stronzate!

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      1. Ciao Papaboys, a Roma c’ero anche io. Non credo forse più una parola a questo post che ho scritto anni fa, ma non ha senso che lo cancelli. Sono stato cattolico abbastanza da sapere quello che la Chiesa dice sul sesso, e quello che i cristiani che dicono di seguire la Chiesa fanno in pratica. Non saranno certo i tre punti esclamativi a farmi cambiare idea.

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